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	<title>Digital Banzai Web Marketing</title>
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	<description>Strategie digitali, web marketing e vendite online</description>
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	<title>Digital Banzai Web Marketing</title>
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		<title>Numeri e previsioni per gli utenti mobile nel mondo (2013 &#8211; 2019)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Radu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2017 09:29:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Numeri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ricerca individua e prevede il numero totale di utenti mobile nel mondo dal 2013 al 2019. Nel 2017 si considera che il numero di utenti mobile raggiunga i 4,77 miliardi, di cui 1,4 miliardi in Cina e 1 miliardo in India. Il numero di utenti mobile nel mondo è destinato a crescere senza sosta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="h5 subline text-upper margin-bottom-7"><img decoding="async" class=" wp-image-1460 alignleft" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/09/crescita-mobile-2013-2019-300x227.jpg" alt="grafico crescita utenti mobile dal 2013 al 2019" width="341" height="257" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/09/crescita-mobile-2013-2019-300x227.jpg 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/09/crescita-mobile-2013-2019.jpg 500w" sizes="(max-width: 341px) 100vw, 341px" />La ricerca individua e prevede il numero totale di utenti mobile nel mondo dal 2013 al 2019. Nel 2017 si considera che il numero di utenti mobile raggiunga i 4,77 miliardi, di cui 1,4 miliardi in Cina e 1 miliardo in India.</p>
<p class="h5 subline text-upper margin-bottom-7">Il numero di utenti mobile nel mondo è destinato a crescere senza sosta per arrivare a passare i 5 miliardi nel 2019, segnando un tasso di penetrazione del 67% circa. Di questi, 1,5 miliardi in Cina e 1,1 miliardi in India.</p>
<p>La crescita è dovuta, per lo più, alla popolarità sempre maggiore degli smarphone. Nel 2014 gli utenti di questi dispositivi erano  circa il 38% del totale utenti mobile. Per il 2018 si prevede che superino il 50%, per un complessivo di circa 2,5 miliardi di utilizzatori.<span id="more-1458"></span></p>
<p class="hide">Globalmente, il numero dei <strong>possessori di smartphone</strong> crescerà di un miliardo in 5 anni, il che significa che <strong>nel 2019 saranno 2,7 miliardi</strong>.</p>
<p class="hide">I leader nelle vendite sono Apple e Samsung con circa il 18% di quote di mercato ciascuno.</p>
<p>Qui sotto l&#8217;andamento del numero utenti (in miliardi) visibile nell&#8217;immagine sopra:</p>
<ul>
<li>2013 &#8211; 4,01</li>
<li>2014 &#8211; 4,23</li>
<li>2015 &#8211; 4,43</li>
<li>2016 &#8211; 4,61</li>
<li>2017 &#8211; 4,77</li>
<li>2018 &#8211; 4,93</li>
<li>2019 &#8211; 5,07</li>
</ul>
<blockquote><p><span style="font-size: 8pt;">Fonte:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-size: 8pt;">https://www.statista.com/statistics/274774/forecast-of-mobile-phone-users-worldwide/</span></li>
<li><span style="font-size: 8pt;">https://www.emarketer.com/</span></li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Statistiche di uso dei dispositivi mobile</title>
		<link>https://digitalbanzai.it/statistiche-mobile-2017/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Radu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2017 13:37:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Numeri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricerca Mobile La ricerca mobile ha superato quella su altri dispositivi in 10 paesi, inclusi USA e Giappone (Google, 2015) 49% delle ricerche in ambito B2B avvengono dai telefonini sul posto di lavoro (Google, 2015) 65% degli utilizzatori di smartphone ammettono che nei risultati di ricerca guardano l&#8217;informazione più rilevante a prescindere dal brand che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1416 alignleft" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/Mobile-website-conversions-stats-300x165.jpg" alt="smartphone e simboli di percentuali dell'utilizzo mobile" width="300" height="165" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/Mobile-website-conversions-stats-300x165.jpg 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/Mobile-website-conversions-stats.jpg 490w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ricerca Mobile</h2>
<ul>
<li>La ricerca mobile ha superato quella su altri dispositivi in 10 paesi, inclusi USA e Giappone (Google, 2015)</li>
<li>49% delle ricerche in ambito B2B avvengono dai telefonini sul posto di lavoro (Google, 2015)</li>
<li>65% degli utilizzatori di smartphone ammettono che nei risultati di ricerca guardano l&#8217;informazione più rilevante a prescindere dal brand che la fornisca (Google, 2015)</li>
<li>20% delle query sui device legati a Google (Android o App) sono ricerche vocali. (Search Engine Land, 2016)</li>
<li>60% degli utenti smartphone dichiarano di aver iniziato ad usare la ricerca vocale nell&#8217;ultimo anno, il 41% negli ultimi 6 mesi. (Search Engine Land, dati del 2015)</li>
<li>43% degli utenti mobile che utilizzano la ricerca vocale dichiarano di farlo perché più veloce che andare su un sito o usare una app. (Statista, 2015)</li>
<li>21% degli utenti mobile che utilizzano la ricerca vocale dichiarano di farlo perché odiano digitare (Statista, 2015)</li>
<li>30% delle ricerche mobile riguardano una location (geolocalizzazione) (Google, 2016)</li>
<li>Le ricerche mobile locali portano il 50% degli utenti a visitare i negozi cercati entro un giorno (Google, 2014)</li>
<li>78% delle ricerche mobile locali si concludono con un acquisto offline (Search Engine Land, 2014)</li>
<li>51% degli utenti smartphone hanno scoperto nuove aziende o prodotti attraverso la ricerca mobile (Google, 2015)</li>
<li>48% dei consumatori iniziano una ricerca mobile a partire da un motore di ricerca (Smart Insights, 2016)</li>
<li>26% dei consumatori iniziano una ricerca mobile con una app di un marchio (Smart Insights, 2016)</li>
</ul>
<p><span id="more-1403"></span></p>
<h2>Mobile Advertising (pubblicità mobile)</h2>
<ul>
<li>Al 70% dei consumatori non piace la pubblicità mobile (HubSpot, 2016)</li>
<li>Il blocco delle pubblicità è aumentato del 90% ogni anno (HubSpot, 2016)</li>
<li>419 milioni di persone nel mondo hanno installato un an ad blocker sul loro cellulare. (PageFair, 2015)</li>
<li>75% degli introiti delle ricerche Google mobile provengono da dispositivi Apple (Search Engine Land, 2015)</li>
<li>il CTR medio su una pubblicità mobile Google search nella prima posizione è del 27.7%</li>
<li>Il CTR medio per la seconda posizione è 9.2% (Search Engine Land, 2014)</li>
<li>Google gestisce il 95% di tutti click sulle pubblicità search mobile a pagamento (Business Insider, 2016)</li>
<li>8 su 10 marketing manager nel mondo usano il targeting locale per la pubblicità mobile (eMarketer, 2015)</li>
</ul>
<h2>Email su mobile</h2>
<ul>
<li>Due terzi delle email sono lette da un dispositivo mobile (smartphone o tablet) (Marketing Land, 2015)</li>
<li>75% degli utenti Gmail accedono al loro account di posta dai dispositivi mobile (TechCrunch, 2015)</li>
<li>48% delle email sono aperte con lo smartphone (Movable Ink, 2015)</li>
<li>41% delle email sono aperte sull&#8217;iPhone. (Movable Ink, 2015)</li>
</ul>
<h2>Video su Mobile</h2>
<ul>
<li>90% dei video su Twitter sono visti da un dispositivo mobile (Twitter, 2015)</li>
<li>53% degli utenti smartphone apprezzano di più le aziende che propongono contenuti mobile o app di tipo video tutorial (Google, 2015)</li>
</ul>
<h2>Social mobile</h2>
<ul>
<li>Su Instagram le foto che ritraggono volti ottengono 38% in più di like rispetto alle altre (Georgia Institute of Technology, 2014)</li>
<li>28% degli adulti internauti usano Instagram (Pew Research Center, 2015)</li>
<li>59% degli utenti Instagram sono presenti sulla piattaforma giornalmente (Pew Research Center, 2015)</li>
<li>35% ci tornano più volte nell&#8217;arco della giornata (Pew Research Center, 2015)</li>
<li>Instagram ha 500 di utenti attivi su base mensile (Statista, 2016)</li>
<li>Più di 95 milioni di foto e video sono condivise su Instagram giornalmente (Instagram, 2016)</li>
</ul>
<h2>Podcast</h2>
<ul>
<li>L&#8217;ascolto dei Podcast è cresciuto del 23% tra 2015 e 2016 (Edison Research, 2016)</li>
<li>64% dei podcasts sono ascoltati da uno smartphone o un tablet (Edison Research, 2016)</li>
</ul>
<h2>Ecommerce</h2>
<ul>
<li>In aumento del 52% gli acquisti ecommerce tramite mobile (Osservatorio eCommerce B2c Netcomm &#8211; 2017)</li>
<li>Il 30% degli acquisti ecommerce in Italia avvengono tramite mobile (Osservatorio eCommerce B2c Netcomm &#8211; 2017)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se vuoi approfondire leggi l&#8217;articolo <a href="https://digitalbanzai.it/2017-la-rivoluzione-del-mobile/">2017, La Rivoluzione del Mobile</a></p>
<p>Fonti:</p>
<blockquote><p><a href="https://www.hubspot.com/marketing-statistics" target="_blank" rel="noopener">https://www.hubspot.com/marketing-statistics</a></p>
<p><a href="http://www.corrierecomunicazioni.it/digital/47190_l-italia-crede-nell-e-commerce-crescita-a-16-nel-2017.htm" target="_blank" rel="noopener">http://www.corrierecomunicazioni.it/digital/47190_l-italia-crede-nell-e-commerce-crescita-a-16-nel-2017.htm</a></p>
<p><a href="http://www.pewinternet.org/" target="_blank" rel="noopener">http://www.pewinternet.org/</a></p>
<p><a href="http://www.edisonresearch.com/" target="_blank" rel="noopener">http://www.edisonresearch.com/</a></p>
<p><a href="https://movableink.com/" target="_blank" rel="noopener">https://movableink.com/</a></p>
<p><a href="http://marketingland.com/" target="_blank" rel="noopener">http://marketingland.com/</a></p>
<p><a href="https://techcrunch.com/" target="_blank" rel="noopener">https://techcrunch.com/</a></p>
<p><a href="https://it.businessinsider.com/" target="_blank" rel="noopener">https://it.businessinsider.com/</a></p>
<p><a href="https://www.emarketer.com/" target="_blank" rel="noopener">https://www.emarketer.com/</a></p></blockquote>
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			</item>
		<item>
		<title>Ottimizzare le immagini in chiave SEO (e non solo)</title>
		<link>https://digitalbanzai.it/seo-ottimizzare-le-immagini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Radu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Aug 2017 18:09:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avete presente quando la mattina presto, appena arrivati in ufficio,  il browser ci mette parecchi minuti a caricare le pagine del vostro sito? Quando il problema non è il server, la ragione è semplice: qualcuno ha inserito sul sito immagini troppo grandi rispetto agli standard consigliati per il web. Le immagini sono un elementi importanti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1281 alignleft" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/image-optimization-300x243.png" alt="simbolo misuratore di ottimizzazione seo degli elementi multimediali" width="300" height="243" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/image-optimization-300x243.png 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/image-optimization.png 370w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Avete presente quando la mattina presto, appena arrivati in ufficio,  il browser ci mette parecchi minuti a caricare le pagine del vostro sito? Quando il problema non è il server, la ragione è semplice: qualcuno ha inserito sul sito immagini troppo grandi rispetto agli standard consigliati per il web. <strong>Le immagini sono un elementi importanti a supporto delle strategie di web marketing e il loro utilizzo esige pochi semplici accorgimenti che possono risultare utili  ai fini SEO.</strong></p>
<p>Sappiamo cosa sia un&#8217;immagine: la rappresentazione visiva di un determinato istante della realtà (foto) o un costrutto visivo statico, logico-creativo (disegno, illustrazione, rappresentazione grafica). Dal punto di vista digitale invece le immagini sono un insieme di informazioni codificate con modalità specifiche. Le modalità di codifica definiscono le diverse tipologie di file ed incidono sulle loro dimensioni&#8230;<span id="more-1131"></span></p>
<p><strong>I fattori che caratterizzano le immagini, da un punto di vista SEO, sono:</strong></p>
<ol>
<li><strong>dimensione sullo schermo espressa in pixel</strong></li>
<li><strong>dimensione sul disco espressa in byte (e multipli)</strong></li>
<li><strong>dati EXIF ed informazioni aggiuntive</strong></li>
<li><strong>nome del file</strong></li>
<li><strong>attributo &#8220;alt&#8221;</strong></li>
<li><strong>attributo &#8220;title&#8221;</strong></li>
<li><strong>didascalia</strong></li>
<li><strong>servizio CDN</strong></li>
</ol>
<h2>1. Dimensione dell&#8217;immagine sullo schermo</h2>
<div id="attachment_1182" style="width: 445px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1182" class="wp-image-1182" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/foto-gatto-su-schermo-fhd-1-300x164.jpg" alt="foto gatto bianco e nero sdraiato" width="435" height="238" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/foto-gatto-su-schermo-fhd-1-300x164.jpg 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/foto-gatto-su-schermo-fhd-1.jpg 500w" sizes="(max-width: 435px) 100vw, 435px" /><p id="caption-attachment-1182" class="wp-caption-text">Img 02 &#8211; Varie risoluzioni monitor</p></div>
<p><strong>E&#8217; la grandezza che indica il numero di pixel da sinistra a destra e dall&#8217;alto verso il basso (altezza e larghezza)</strong>. Questi valori, rapportati alla risoluzione dello schermo (sempre in pixel), determineranno il modo in cui l&#8217;immagine verrà visualizzata. Ad esempio, una foto grande 1920&#215;1080 px riempirà perfettamente uno schermo 1920&#215;1080, ma sarà più grande di un monitor 800&#215;600 e più piccola di un UHD (come nell&#8217;esempio a sinistra)</p>
<p>Dal punto di vista dell&#8217;esperienza utente è necessario portare le immagini a dimensioni coerenti con una fruizione agevole sulla maggior parte degli schermi in circolazione. Devono essere grandi abbastanza da non dover ricorrere allo zoom out (o allo scorrimento) per vederle intere.</p>
<p>Qual è quindi la dimensione &#8220;corretta&#8221; per la pubblicazione? &#8220;Corretto&#8221; è un termine relativo e lo è anche rispetto all&#8217;impaginazione. Il layout (aspetto) odierno dei siti web si esprime, solitamente, sotto forma di colonna centrale (per i contenuti) ed una o più colonne laterali (sidebar). Conoscendo le dimensioni dei contenitori che compongono la pagina è facile capire lunghezza ed altezza ottimale delle immagini scelte per l&#8217;inserimento.</p>
<p>I dettagli degli elementi sono il risultato di scelte effettuate in fase di progettazione del CMS (quindi potreste non conoscerli). E&#8217; facile individuarli con l&#8217;aiuto dell&#8217;<a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/web-developer/bfbameneiokkgbdmiekhjnmfkcnldhhm" target="_blank" rel="noopener">estensione Chrome Web Developer</a><a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/web-developer/bfbameneiokkgbdmiekhjnmfkcnldhhm" target="_blank" rel="noopener">.</a> Una volta installato, ci posizioniamo sulla pagina che ci interessa, clicchiamo il pulsante di avvio dell&#8217;estensione, scegliamo il tab &#8220;Information&#8221; e spuntiamo la voce &#8220;Display Div Dimensions&#8221;: verranno evidenziate tutte le strutture della pagina e le relative dimensioni.</p>
<p>In alternativa, si possono usare i tool nativi di Chrome: click col tasto destro all&#8217;interno di un articolo, si sceglie la voce &#8220;Ispeziona&#8221; e si passa con il mouse sopra le righe di codice finché non otteniamo la selezione dello spazio interessato.</p>
<div id="attachment_1196" style="width: 881px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1196" class="wp-image-1196" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/screenshot-chrome-webtools-700-300x185.jpg" alt="screenshot chrome web tools" width="871" height="537" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/screenshot-chrome-webtools-700-300x185.jpg 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/screenshot-chrome-webtools-700-610x376.jpg 610w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/screenshot-chrome-webtools-700.jpg 700w" sizes="(max-width: 871px) 100vw, 871px" /><p id="caption-attachment-1196" class="wp-caption-text">Img 03 &#8211; Chrome &#8211; Ispeziona</p></div>
<p>La freccia che ho aggiunto indica qui larghezza ed altezza del contenitore per gli articoli.</p>
<p><a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/web-developer/" target="_blank" rel="noopener">Anche in Firefox esiste un&#8217;estensione Web Developer</a>, una volta installata funziona esattamente come in Chrome. In alternativa, si fa clic con il tasto destro, si sceglie la voce &#8220;analizza elemento&#8221;, poi si cerca la voce relativa al container che ci interessa.</p>
<div id="attachment_1202" style="width: 786px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1202" class="wp-image-1202" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/screenshot-firefox-webtools-700-1-300x200.jpg" alt="screenshot firefox web tools" width="776" height="517" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/screenshot-firefox-webtools-700-1-300x200.jpg 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/screenshot-firefox-webtools-700-1-610x407.jpg 610w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/screenshot-firefox-webtools-700-1.jpg 700w" sizes="(max-width: 776px) 100vw, 776px" /><p id="caption-attachment-1202" class="wp-caption-text">Img 04 &#8211; Firefox &#8211; Analizza elemento</p></div>
<p>Individuate le dimensioni del contenitore dove verrà inserita l&#8217;immagine, se ne può decidere il taglio.</p>
<div id="attachment_1216" style="width: 495px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1216" class="wp-image-1216" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/layout-pagina-web-700-300x213.png" alt="layout pagina web" width="485" height="345" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/layout-pagina-web-700-300x213.png 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/layout-pagina-web-700-400x284.png 400w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/layout-pagina-web-700.png 700w" sizes="(max-width: 485px) 100vw, 485px" /><p id="caption-attachment-1216" class="wp-caption-text">Img 05 &#8211; Layout di una pagina web</p></div>
<p>Vi sono numerosi programmi con gli strumenti adatti: alcuni gratuiti come <a href="https://www.gimp.org/" target="_blank" rel="noopener">The Gimp</a> oppure <a href="https://pixlr.com/" target="_blank" rel="noopener">Pixlr</a> (tool online), altri a pagamento come <a href="http://www.adobe.com/it/" target="_blank" rel="noopener">Adobe Elements, Adobe Photoshop.</a> <strong>Nel ridimensionamento bisogna prestare attenzione al metodo di salvataggio del file perché incide sulle sue dimensioni in termini di spazio su disco.</strong></p>
<h2>2. Dimensione dell&#8217;immagine sul disco</h2>
<p><strong>Lo spazio che un file occupa sul disco è espresso in Byte e suoi multipli</strong> (kilo, mega e giga). <strong>Maggiore è questo numero, maggiore sarà il tempo necessario a trasferire e caricare il file dal disco del server, attraverso la rete, nel browser dell&#8217;utente.</strong> Le immagini sono tipi di file carichi di informazioni digitali, pertanto devono essere rielaborate per la pubblicazione online. Le immagini per il web dovrebbero stare nell&#8217;ordine <strong>massimo</strong> di qualche decina di kB.</p>
<p>Il metodo di salvataggio di un file immagine per internet è quello relativo al &#8220;<strong>Salva per web</strong>&#8220;, presente nei programmi elencati (Pixlr non propone questa opzione, ma si può scegliere tra vari tipi di file e vedere come cambia il peso finale).</p>
<p>Anche all&#8217;interno delle finestre di salvataggio per web è possibile ridimensionare ulteriormente i file. Generalmente, i file con molti dettagli e colori salvati nel formato jpeg conservano la maggior parte delle informazioni originali. Il formato <strong>jpeg</strong> (o jpg) è lo standard per tutti gli smartphone e le macchine fotografiche digitali ed è uno dei formati principali gestiti dai software di elaborazione immagini in circolazione. Per gestire invece le trasparenze si usano i formati <strong>png</strong> e <strong>gif</strong>, mentre le immagini animate sono gestite dai file gif.</p>
<table style="height: 376px;" width="781">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 253.6px;">
<p><div id="attachment_1147" style="width: 236px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1147" class="wp-image-1147 size-medium" title="Questo è Pantoufle, il mio gatto :) La perdita di informazioni dell'immagine in formato GIF è visibile nella resa del colore e dei dettagli" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/P500-226x300.gif" alt="il mio gatto Pantoufle, nero con macchia bianca sul collo e mento" width="226" height="300" /><p id="caption-attachment-1147" class="wp-caption-text">Img 06 &#8211; gif 19 KB, 300 x 226 pixel</p></div></td>
<td style="width: 253.6px;">
<p><div id="attachment_1148" style="width: 236px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1148" class="wp-image-1148 size-medium" title="Questo è Pantoufle, il mio gatto :) Si può notare che il formato JPEG ridimensionato conserva meglio le informazioni colore rispetto al gif e png" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/P500-226x300.jpg" alt="il mio gatto Pantoufle, nero con macchia bianca sul collo e mento" width="226" height="300" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/P500-226x300.jpg 226w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/P500.jpg 376w" sizes="(max-width: 226px) 100vw, 226px" /><p id="caption-attachment-1148" class="wp-caption-text">Img 07 &#8211; jpg 19 KB, 300 x 226 pixel</p></div></td>
<td style="width: 253.6px;">
<p><div id="attachment_1149" style="width: 236px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1149" class="wp-image-1149 size-medium" title="Questo è Pantoufle, il mio gatto :) Il formato PNG conserva maggiori dettagli ma perde le informazioni sul colore al pari del formato GIF" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/P500-226x300.png" alt="il mio gatto Pantoufle, nero con macchia bianca sul collo e mento" width="226" height="300" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/P500-226x300.png 226w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/P500.png 376w" sizes="(max-width: 226px) 100vw, 226px" /><p id="caption-attachment-1149" class="wp-caption-text">Img 08 &#8211; png 19 KB, 300 x 226 pixel</p></div></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Due parole sulla &#8220;risoluzione&#8221;. La densità dei pixel è un parametro rilevante solo ai fini della stampa su carta (o altro supporto materiale). Ad esempio, 300 pixel sono perfetti per una stampa ottimale, ma inutilmente troppi per la rete. Per gli schermi, risoluzioni di 72 o 96 pixel sono più che sufficienti.</p>
<p>Se il vostro sito deve proporre immagini perfette in ogni dettaglio potreste considerare l&#8217;idea di farle visualizzare in bassa risoluzione ed inserire dei link per farle scaricare nel formato originale (o in una versione che renda meglio).</p>
<h2>3. EXIF e metatag, informazioni aggiuntive nelle immagini</h2>
<p>Le macchine fotografiche digitali aggiungono ad ogni foto scattata vari dati: luogo dello scatto, tipo di lente, focale, apertura, ISO, data, ora, proprietario ecc. Parimenti, i software di elaborazione grafica sono in grado di aggiungere dei metatag ai file: autore, titolo, descrizione, copyright ecc. E&#8217; probabile (anche se non ci è dato sapere fino a che punto) che queste <a href="https://www.youtube.com/watch?v=GMf6FmRus2M" target="_blank" rel="noopener">informazioni di tipo EXIF e metatag siano prese in considerazione da Google</a>, quindi spendere 5 minuti per controllare e completare questi dati può tornare utile, per lo meno ai fini di una corretta indicizzazione.</p>
<p>Nei software di elaborazione immagini la funzione si trova solitamente sotto il menu File -&gt; Informazioni file. Esistono anche degli appositi programmi per l&#8217;editing EXIF e la modifica dei metatag (approfondimenti in fondo all&#8217;articolo).</p>
<h2>4. Nome del file</h2>
<p>Non è chiaro se dare nomi comprensibili ai file, sia per gli umani che per i motori di ricerca, possa incidere sul ranking. Nel dubbio e considerato il poco tempo necessario per farlo, credo sia un passaggio da non sottovalutare. Pensiamo anche alla sola gestione del materiale digitale: è più facile lavorare con file che abbiano un nome rappresentativo tipo &#8220;Gatto-bianco-e-nero&#8221; anziché impazzire cercando di ricordare sigle astratte come P2012617. <strong>La rappresentatività è importante, chiamate i file con parole che siano descrittive</strong>. Se per qualche ragione inserite l&#8217;immagine di un gatto nel vostro articolo sul marketing digitale, non ha alcun senso nominare l&#8217;immagine &#8220;marketing-digitale&#8221;. <strong>Evitate di usare come nomi le keyword per le quali volete posizionarvi (a meno che non dicano veramente qualcosa sull&#8217;immagine in sè), sperando che Google non se ne accorga&#8230;</strong></p>
<h2>5. Attributo &#8220;ALT&#8221;</h2>
<p>Il tag &#8220;img&#8221; contiene alcuni attributi, uno di questi è &#8220;<strong>ALT</strong>&#8220;, che sta per &#8220;ALternative Text&#8221;. In pratica, <strong>è fondamentale per tutti coloro che, a causa di disabilità o per limitazioni tecnologiche, non possono navigare attraverso un&#8217;interfaccia grafica.</strong></p>
<p>L&#8217;attributo ALT è il sostituto testuale dell&#8217;immagine: Non è necessario che la spieghi in ogni dettaglio, ma è senz&#8217;altro cortese fare in modo che il testo la descriva almeno a grandi linee, in modo da poter essere collocata mentalmente nel contesto dal lettore.</p>
<p>Le immagini dei prodotti e-commerce si giovano moltissimo delle descrizioni &#8220;ALT&#8221; che descrivono, ad esempio, il design (colore, forma, testo) della confezione o dell&#8217;imballaggio (informazioni generalmente assenti nella descrizione del prodotto).</p>
<h2>6. Attributo &#8220;TITLE&#8221;</h2>
<p>Sebbene non abbia una influenza diretta sul ranking, &#8220;title&#8221; può migliorare l&#8217;esperienza utente. <strong>La sua funzione è quella di fornire informazioni aggiuntive che compaiono al passaggio del mouse sull&#8217;oggetto (immagine o link).</strong> Se l&#8217;immagine è un link, l&#8217;attributo &#8220;title&#8221; potrebbe fornire anticipazioni sulla destinazione del collegamento o informazioni sul materiale da scaricare.</p>
<h2>7. Didascalia</h2>
<p><strong>Potrebbe essere difficile orientarsi in una pagina web carica di immagini e testo, ecco quindi che ci vengono in aiuto le didascalie.</strong> Personalmente consiglierei didascalie del tipo &#8220;Fig. 1 &#8211; Gatto nero con macchie bianche&#8221; o &#8220;Diagramma 1 &#8211; Flusso approvvigionamenti&#8221;. Sono più informative delle semplici &#8220;Figura 1&#8221; o &#8220;Diagramma 2&#8221; ecc. E&#8217; difficile che questo elemento influisca sul ranking, tuttavia migliora l&#8217;usabilità del sito, quindi l&#8217;esperienza utente.</p>
<h2>7. Server CDN</h2>
<p>Se avete un sito con migliaia di immagini (è il caso degli e-commerce, ad esempio) potrebbe essere utile ricorrere ai servizi di un Content Delivery Network (CDN). Sono server sparsi in giro per il mondo il cui unico scopo è quello di fornire i contenuti vostro sito dal nodo (server) geograficamente più vicino all&#8217;utente, riducendo i tempi di caricamento delle pagine.</p>
<p><strong>Prima di concludere, alcune precisazioni:</strong></p>
<p>Se il sito è mobile responsive, non dobbiamo preoccuparci della visualizzazione tra i vari dispositivi. Una volta ottimizzate le immagini, ci pensano gli script della piattaforma che ci ospita ad adattarle ai device.</p>
<p>Se il vostro sito è implementato su WordPress, è probabile che durante l&#8217;importazione le immagini vengano ridimensionate automaticamente in più versioni dagli script del CMS per offrire maggiore scelta a chi inserisce i contenuti rispetto al layout del particolare tema installato.</p>
<p>In particolare, quando caricate nell&#8217;uploader di WordPress, le immagini sono elaborate in tre versioni diverse, oltre all&#8217;originale: miniatura (150 x 150 px), media (300 x 226 px) e grande (1024 x 682). La funzionalità è oltremodo comoda, nondimeno è consigliabile controllare sempre il risultato e provvedere, eventualmente, a ridimensionare manualmente.</p>
<p>Altri CMS, come Joomla, Drupal ecc, potrebbero avere script simili oppure plugin che facciano questo lavoro.</p>
<p>Una funzionalità simile potrebbe essere presente anche in un software proprietario. Potrebbe darsi che il ridimensionamento che queste piattaforme adoperano sia completo oppure solo di tipo html o CSS, ovvero l&#8217;immagine viene caricata comunque per intero prima di essere adattata al contenuto. Se ad esempio avete caricato un&#8217;immagine pesante 5 MB, questa verrà caricata nel browser per intero anche se le dimensioni apparenti sono adeguate alla struttura della pagina web. Il ridimensionamento riguarda le dimensioni sullo schermo, ma non il peso specifico del file.</p>
<p>Non fate quindi affidamento sul ridimensionamento tramite html o CSS, usate gli strumenti web developer per verificare le dimensioni dei file già presenti sul sito, elaborate le immagini a dimensioni vicine a quelle preimpostate ed salvatele per la rete. Questi accorgimenti, insieme ad altri <a href="https://digitalbanzai.it/seo-on-page-tecnico/">elementi chiave che devono essere ottimizzati in chiave SEO</a>, possono far sì che il vostro sito web si posizioni meglio di altri meno ottimizzati.</p>
<p>Un particolare ringraziamento a Pantoufle, il mio gatto, che s&#8217;è divertito parecchio a farsi i selfie per questo articolo.</p>
<p>Approfondimenti:</p>
<blockquote><p><span style="font-size: 8pt;">sui pixel: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pixel" target="_blank" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Pixel</a></span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;">sui Kilobyte: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Kilobyte" target="_blank" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Kilobyte</a></span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;">immagine gif: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Graphics_Interchange_Format" target="_blank" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Graphics_Interchange_Format</a></span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;">immagine jpeg: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/JPEG" target="_blank" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/JPEG</a></span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;">immagine png: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Portable_Network_Graphics" target="_blank" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Portable_Network_Graphics</a></span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;">dati EXIF: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Exchangeable_image_file_format" target="_blank" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Exchangeable_image_file_format</a></span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;">ridimensionamento immagini: <a href="http://www.photoshopessentials.com/essentials/resizing-images-email-web-photoshop-cc/" target="_blank" rel="noopener">http://www.photoshopessentials.com/essentials/resizing-images-email-web-photoshop-cc/</a></span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;">il mito dei 72 ppi: <a href="http://www.photoshopessentials.com/essentials/the-72-ppi-web-resolution-myth/" target="_blank" rel="noopener">http://www.photoshopessentials.com/essentials/the-72-ppi-web-resolution-myth/</a></span></p>
<p><span style="font-size: 8pt;">maggiori informazioni ed elenco di server CDN: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Content_Delivery_Network" target="_blank" rel="noopener">https://it.wikipedia.org/wiki/Content_Delivery_Network</a></span></p></blockquote>The post <a href="https://digitalbanzai.it/seo-ottimizzare-le-immagini/">Ottimizzare le immagini in chiave SEO (e non solo)</a> first appeared on <a href="https://digitalbanzai.it">Digital Banzai Web Marketing</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>SEO, come ottimizzare elementi chiave del sito web</title>
		<link>https://digitalbanzai.it/seo-on-page-tecnico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Radu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Aug 2017 13:46:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La SEO esige vari interventi per poter mostrare, nel tempo, la sua efficacia. Il classico modo per categorizzarli riguarda le azioni Off Page e On Page. L&#8217;aspetto Off Page è relativo ai link in ingresso (backlink). La qualità dei link dipende dalla qualità e autorevolezza dei siti che li propongono e dalle &#8220;anchor text&#8221;, le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1039" style="width: 184px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1039" class="wp-image-1039" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/robo-kid-ok-212x300.jpg" alt="bambino robot sul ramo di un albero in autunno, con in mano un aquilone" width="174" height="246" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/robo-kid-ok-212x300.jpg 212w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/robo-kid-ok.jpg 283w" sizes="(max-width: 174px) 100vw, 174px" /><p id="caption-attachment-1039" class="wp-caption-text">image credits: www.mattdixon.co.uk</p></div>
<p>La SEO esige vari interventi per poter mostrare, nel tempo, la sua efficacia. Il classico modo per categorizzarli riguarda le azioni Off Page e On Page.</p>
<p>L&#8217;aspetto Off Page è relativo ai link in ingresso (backlink). La qualità dei link dipende dalla qualità e autorevolezza dei siti che li propongono e dalle &#8220;anchor text&#8221;, le parole chiave presenti al loro interno. Intuitivamente, il controllo su questo aspetto importante dell&#8217;ottimizzazione è &#8211; almeno in teoria &#8211; minimo.</p>
<p>In compenso, la SEO On Page gode di totale libertà di azione e riguarda due aspetti distinti:</p>
<p>da un lato ci sono gli elementi  tecnici e strutturali, come le sitemap, il file robots.txt ed altri parametri per la indicizzazione, velocità di caricamento delle pagine, facilità di navigazione nel sito, pagine mobile responsive, protocollo https</p>
<p>dall&#8217;altro abbiamo i contenuti, i quali devono essere rilevanti ed autorevoli ai fini di un miglior posizionamento nei risultati dei motori di ricerca<span id="more-1051"></span></p>
<p>Seo Off Page e On Page hanno entrambe un determinato peso nel posizionamento. Ma mentre è possibile posizionare un sito con pochi link in ingresso, è quasi impossibile posizionare bene un sito che non sia correttamente strutturato dal punto di vista tecnico ed i cui contenuti non corrispondano alle parole chiave scelte per il posizionamento.</p>
<p>In questa mini guida vediamo alcuni tipi di intervento che possono migliorare l&#8217;aspetto tecnico del sito.</p>
<h3>1. Creare una struttura del sito semplice e facilmente navigabile</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1053 alignleft" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/strutture-siti-web-300x162.png" alt="schema strutture siti web flat vs deep" width="380" height="205" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/strutture-siti-web-300x162.png 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/strutture-siti-web.png 606w" sizes="(max-width: 380px) 100vw, 380px" />Siamo tutti bravi a complicare le cose, la difficiltà sta nel progettarle con semplicità. Quale che sia la natura del sito, meno click si fanno per raggiungere le risorse, meglio è. E&#8217; importante ricordarsi che la risorsa più preziosa degli utenti, più dei contenuti di qualsiasi sito, è il tempo che hanno a disposizione per usufruirne.</p>
<p><strong>Un sito ben progettato avrà pochi livelli, una struttura coerente e un menu di navigazione intuitivo</strong>. Per quanto possibile, sarebbe da prediligere un modello flat (in orizzontale) rispetto alla struttura in profondità.</p>
<p>La struttura a livelli ridotti non è necessariamente un parametro che influisca direttamente sul posizionamento, tuttavia, se l&#8217;esperienza utente è migliore il traffico può aumentare, quindi anche la visibilità ed il posizionamento.</p>
<p>La coerenza della struttura è valutata in base ai contenuti. Se i menu, le categorie ed i titoli riguardano argomenti diversi rispetto al materiale pubblicato all&#8217;interno delle pagine il sito è <em>incoerente</em> e non riuscirà a risalire la china nella SERP (quando non addirittura penalizzato).</p>
<p>Il menu di navigazione deve aiutare l&#8217;utente a destreggiarsi nel sito e a trovare le risorse con estrema facilità. E&#8217; consigliabile inserire un <em>breadcrumb</em> (bricciole di pane), in modo che l&#8217;utente sappia in ogni momento dove si trova posizionato e posssa tornare agevolmente alla home.</p>
<h3>2. Progettare un sito mobile responsive</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-1059 alignleft" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/responsive-website-design-tips-ok-300x176.jpg" alt="sagome di smartphone, tablet, laptop e pc monitor" width="368" height="216" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/responsive-website-design-tips-ok-300x176.jpg 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/responsive-website-design-tips-ok.jpg 500w" sizes="(max-width: 368px) 100vw, 368px" />E&#8217; da qualche anno che Google ha notato che, statisticamente, le ricerche effettuate dallo smartphone hanno superato il 50% del totale. Ha quindi consigliato in varie occasioni di creare siti mobile responsive perché potrebbe essere utile per il posizionamento nei risultati di ricerca.</p>
<p>Che cosa significa questo esattamente? I siti non responsive verranno declassati? Assolutamente no, significa che &#8211; per capire i dati strutturati (schema.org) e mostrare gli snippet nei risultati &#8211; gli algoritmi di indicizzazione di Google daranno priorità alle versioni mobile<em> (mobile first indexing), prediligendo eventualmente i contenuti mobile di un sito, per il posizionamento</em>. E&#8217; anche probabile che <em><strong>per ogni ricerca effettuata dal</strong> <strong>mobile,</strong> a parità di contenuti e di altri parametri, i siti responsive si posizionino meglio degli altri. </em></p>
<p>Non è un parametro di per sè; la ragione principale è che l&#8217;esperienza utente dal telefonino su un sito che sia ottimizzato per il dispositivo sarà migliore. La conformità agli standard responsive di Google si può verificare dalla <a href="https://www.google.com/webmasters/tools" target="_blank" rel="noopener">Search Console</a>, sotto la voce Scansione -&gt; Visualizza come&#8230;</p>
<p>Maggiori informazioni si possono trovare su <a href="https://webmasters.googleblog.com/2016/11/mobile-first-indexing.html" target="_blank" rel="noopener">Google Webmaster Central Blog</a>.</p>
<h3>3. Generare la mappa del sito (sitemap).</h3>
<p>La sitemap è un file (di norma in formato xml, ma può essere anche in formato testo, RSS, mRss e Atom) che informa i motori di ricerca sulla struttura del sito e li tiene aggiornati sui nuovi contenuti eventualmente pubblicati (senza però garantirne l&#8217;indicizzazione). Inizialmente le mappe dei siti erano pagine visibili, nelle quali era possibile vedere in un colpo d&#8217;occhio l&#8217;intera struttura dei siti. Sebbene in alcuni siti sia ancora presente in questa forma, il più delle volte è visibile solo ai motore di ricerca.</p>
<p>Esistono vari <a href="https://code.google.com/archive/p/sitemap-generators/wikis/SitemapGenerators.wiki" target="_blank" rel="noopener">tool online e programmi</a> in grado di elaborare velocemente una sitemap. Alcuni accorgimenti importanti:</p>
<ul>
<li>verificare che i link presenti nella mappa siano tutti raggiungibili dai crawler dei motori</li>
<li>se il sito contiene più di 50.000 link o il file generato supera 50 MB, è necessario creare più sitemap (si evita di caricare il server)</li>
<li>sottoporre la (le) sitemap a Google attraverso la Search Console</li>
<li>è consigliato posizionare la sitemap nella directory principale del sito</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1047 alignleft" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/indicizzazione-google-screenshot-300x191.jpg" alt="google search console, screenshot dello stato dell'indicizzazione" width="512" height="326" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/indicizzazione-google-screenshot-300x191.jpg 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/indicizzazione-google-screenshot.jpg 500w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" />In un sito con numerose immagini può essere utile creare una sitemap apposita. Le mappe per le immagini possono essere create con i tool presenti online o programmi come Screaming Frog.</p>
<p>Le sitemap possono contenere solo i link del dominio di riferimento o della cartella di riferimento, se posizionato in una sottocartella.</p>
<p>E&#8217; utile ricordarsi di verificare lo stato dell&#8217;indicizzazione del sito attraverso la <a href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=2&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0ahUKEwjSpaT2xbvVAhXEVRQKHYhrAXcQFggtMAE&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.google.com%2Fwebmasters%2Ftools%2F&amp;usg=AFQjCNHOfNc43uik1UgMKSi9k17ExAlXWQ" target="_blank" rel="noopener">Search Console di Google</a>.  Maggiori informazioni si possono trovare nella <a href="https://support.google.com/webmasters/answer/183668?hl=it" target="_blank" rel="noopener">guida sitemap di Google</a> e su <a href="https://www.sitemaps.org/" target="_blank" rel="noopener">sitemap.org</a> .</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>4. Migliorare la velocità di caricamento delle pagine</h3>
<p>L&#8217;utente attende al massimo tre secondi su una pagina bianca in caricamento, prima di andarsene. Google si aspetta che i tempi di caricamento siano pari o inferiori ai due secondi e ha confermato che la velocità di caricamento del sito è uno dei più di 200 segnali presi in considerazione per il posizionamento.</p>
<p>L&#8217;ottimizzazione per velocizzare il sito prende in considerazione azioni come</p>
<ul>
<li>cercare di contenere le dimensioni delle pagine, soprattutto della home</li>
<li><a href="https://digitalbanzai.it/seo-ottimizzare-le-immagini/" target="_blank" rel="noopener">ridimensionare le immagini appositamente per il web</a></li>
<li>comprimere (gzip) i file html, css, js, ove presenti</li>
<li>evitare che gli script css (o altro) rallentino il caricamento della pagina above the fold (la schremata visibile, senza scorrere verso il basso)</li>
<li>fare in modo che il server non rallenti le richieste dei browser</li>
<li>minimizare le richieste http</li>
<li>usare un Content Delivery Network</li>
<li>evitare collegamenti href o src vuoti</li>
<li>abilitare la cache per i contenuti del sito, ecc</li>
</ul>
<p>Esistono numerosi tool per la verifica del sito in chiave di velocità, come <a href="https://developers.google.com/speed/pagespeed/insights/" target="_blank" rel="noopener">Google Page Speed</a>, <a href="https://gtmetrix.com/" target="_blank" rel="noopener">GTMetrix</a>, <a href="http://www.webpagetest.org/" target="_blank" rel="noopener">Web Page Test</a>. I CMS hanno a disposizione numerosi plugin in grado di sistemare gran parte degli elementi elencati.</p>
<h3>5. Definire e controllare i link interni</h3>
<p>I link interni tra le risorse del sito sono, da un lato, un valido aiuto per rendere piacevole ed efficace la navigazione sul sito, dall&#8217;altro un modo efficiente di spalmare il rank tra pagine più importanti e meno importanti.</p>
<p>La definizione dei link deve tener conto dell&#8217;utilità della risorsa collegata rispetto alla pagina di partenza. Altro aspetto importante sono le parole chiave (gli Anchor Text) che costituiscono il collegamento. Anche in questo caso bisogna scrivere nel modo più naturale possibile, con un occhio di riguardo all&#8217;aspetto SEO, senza però esagerare e perdersi in ripetizioni inutili (di link o keyword).</p>
<p>Una volta inseriti i collegamenti, verificare che puntino tutti correttamente, come progettato, e che la risorsa di destinazione sia accessibile. Uno degli strumenti più completi per verificare i link interni è <a href="https://www.screamingfrog.co.uk/seo-spider/" target="_blank" rel="noopener">Screaming Frog</a> (versioni gratuita e a pagamento).</p>
<h3>6. Ottimizzare il sito in modo da stimolare le scansioni (il crawling) da parte dei motori</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-1098 alignleft" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/google-crawling-budget-300x176.jpg" alt="screenshot google search console crawling budget" width="546" height="320" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/google-crawling-budget-300x176.jpg 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/google-crawling-budget.jpg 500w" sizes="(max-width: 546px) 100vw, 546px" />Il Crawl Budget riguarda il numero di pagine e la frequenza di scansionamento delle stesse in un determinato lasso di tempo. Non è un fattore di ranking e non vi si può influire direttamente, ma si possono mettere in atto degli accorgimenti che modifichino, eventualmente, il comportamento degli spider sul sito. L&#8217;idea è di farli tornare più spesso, in modo da avere un sito fresco di verifiche ogni giorno.</p>
<p>La cosa più importante in questa ottica è semplicemente la frequenza con la quale inseriamo materiale nuovo sul sito. Se Google si accorge che siamo prolifici, farà in modo di tornare spesso per verificare i contenuti del sito.</p>
<p>Altri elementi che si possono corregere:</p>
<ul>
<li>eliminare i contenuti duplicati (titoli, descrizioni, testo) o indicare in modo chiaro l&#8217;url canonico della risorsa principale</li>
<li>impedire ai crawler l&#8217;accesso a risorse poco utili dal punto di vista SEO</li>
<li>verificare il puntamento dei link interni</li>
<li>eliminare il redirezionamento a catena</li>
</ul>
<h3>7. Ottimizzare le immagini</h3>
<p>Come già accennato, le immagini devono essere elaborate in ottica web, ovvero preferibilmente in formato jpeg o png. Le dimensioni devono essere, per quanto possibile, contenute, in modo da non appesantire il caricamento della pagina. Sono da evitare ridimensionamenti on page (o tramite html) perché è un taglio &#8220;virtuale&#8221; (solo visivo): il browser caricherà comunque l&#8217;immagine per intero.</p>
<p>I nomi delle immagini devono essere scelti in ottica SEO e devono richiamare ciò che mostrano ed eventualmente l&#8217;argomento della pagina in cui sono inserite. I visitatori non possono leggere i nomi ma i crawler sì, con ripercussioni sul ranking.</p>
<p>I software per l&#8217;elaborazione delle immagini sono tanti, ad esempio <a href="https://www.gimp.org/" target="_blank" rel="noopener">The Gimp</a> (gratuito), Photoshop Elements o Photoshop CC (a pagamento).</p>
<h3>8. Passare da HTTP a HTTPS</h3>
<p>I concetti di sicurezza è privacy sono cari a tutti, soprattutto quando si tratta di navigare in rete. Il protocollo HTTPS è nato per garantire questi aspetti attraverso l&#8217;implementazione di certificati SSL (Secure Socket Layer, cittografia dei dati veicolati sul sito).</p>
<p>E già dal 2014 che Google consiglia il passaggio al protocollo sicuro ( <a href="https://www.youtube.com/watch?v=cBhZ6S0PFCY" target="_blank" rel="noopener">HTTPS everywhere</a> ), affermando che &#8220;tutte le comunicazioni dovrebbero essere sicure in partenza&#8221;.</p>
<p>Al momento non sembra sia un elemento determinante per il ranking, ma i siti che presentano moduli con inserimento di password, pagine transazionali (specie se su piattaforme ecommerce) verrebbero indicati dal browser Chrome (ver. 56 in poi) di Google come &#8220;non sicuri&#8221; in assenza di HTTPS. Ad ogni modo, è un miglioramento dell&#8217;esperienza utente.</p>
<h3>9. Sollecitare il re-crawling da parte di Google</h3>
<p>Ogni volta che si apportino migliorie al sito web è consigliato sottoporre le relative pagine per una nuova scansione. E&#8217; uno strumento offerto da Google nella Search Console, con alcuni limiti riguardanti il numero degli URL segnalati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli aspetti tecnici dell&#8217;ottimizzazione SEO vanno gestiti con molta attenzione. Il posizionamento dei siti dipende, in parte, da una corretta gestione di questi parametri. Nel caso degli ecommerce, vi sono ulteriori elementi da gestire con la massima attenzione.</p>The post <a href="https://digitalbanzai.it/seo-on-page-tecnico/">SEO, come ottimizzare elementi chiave del sito web</a> first appeared on <a href="https://digitalbanzai.it">Digital Banzai Web Marketing</a>.]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Problemi con il builder Pro di Elementor?</title>
		<link>https://digitalbanzai.it/elementor-non-carica-la-home-page-in-modalita-editing/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Radu GT]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2020 17:12:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Elementor pro ha smesso di funzionare in modalità editing e nessuna delle soluzioni dello sviluppatore funziona? Mini guida su come ripristinarlo. Se usate WordPress e siete soliti a semplificarvi la vita creando siti con l&#8217;aiuto di Elementor senza aver rinnovato la licenza d&#8217;uso, è molto probabile che stiate sperimentando qualche problema cercando di sistemare il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5619" style="width: 251px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-5619" class="size-medium wp-image-5619" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2020/09/urlo-1-241x300.jpg" alt="sezione del quadro &quot;L'Urlo&quot; di Edvard Munch" width="241" height="300" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2020/09/urlo-1-241x300.jpg 241w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2020/09/urlo-1.jpg 320w" sizes="(max-width: 241px) 100vw, 241px" /><p id="caption-attachment-5619" class="wp-caption-text">&#8220;L&#8217;urlo&#8221; di Edvard Munch</p></div>
<h2>Elementor pro ha smesso di funzionare in modalità editing e nessuna delle soluzioni dello sviluppatore funziona? Mini guida su come ripristinarlo.</h2>
<p>Se usate WordPress e siete soliti a semplificarvi la vita creando siti con l&#8217;aiuto di Elementor <strong>senza aver rinnovato la licenza d&#8217;uso</strong>, è molto probabile che stiate sperimentando qualche problema cercando di sistemare il vostro sito.</p>
<p><strong>Premessa:</strong> per funzionare, il builder necessita sia della versione base che di quella pro. Non importa se la licenza è scaduta, la vecchia versione pro continuerà a funzionare (senza più migliorie, senza aggiornamenti riguardanti la sicurezza e, ovviamente, senza assistenza).</p>
<p>A differenza della versione pro invece, il plugin base può essere aggiornato senza pagare nulla. Ed è proprio questo il problema.</p>
<h2></h2>
<h2><strong><span style="font-size: 12pt;">Problema:</span></strong></h2>
<p><em>Elementor (ver. 2.6.5) non carica la home in modalità editing. La pagina rimane bianca e ad un certo punto il builder chiede di passare alla modalità provvisoria (safe mode) la quale, purtroppo, non si attiva. In modalità di sola visualizzazione il sistema non presenta problemi.</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-5653 size-large" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2020/09/sito-web-in-elementor-1-1024x538.jpg" alt="aspetto di una pagina web quando elementor non funziona in modalità editing" width="1024" height="538" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2020/09/sito-web-in-elementor-1-1024x538.jpg 1024w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2020/09/sito-web-in-elementor-1-980x515.jpg 980w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2020/09/sito-web-in-elementor-1-480x252.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw" /></p>
<p>Se, malauguratamente, avete eseguito l&#8217;aggiornamento della versione base (io l&#8217;ho fatto qualche giorno fa, dalla versione 2.9.8 a 3.0.9), è molto probabile che la causa del non funzionamento del builder pro sia questa. Nel mio caso è stato così.</p>
<p><strong>Premessa alla soluzione:</strong> Qualora non abbiate una versione di backup, potete scaricare qui la <a href="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2020/09/elementor.zip">vecchia versione del plugin base di elementor</a>.</p>
<h3><strong><span style="font-size: 12pt;">Soluzione:</span></strong></h3>
<ol>
<li>accedere come amministratore alle cartelle del sito (Cpanel o Plesk o in FTP)</li>
<li>posizionarsi nella cartella  &#8230;/wp-content/plugins/</li>
<li>rinominare la cartella /elementor/ in quello che vi pare (es. nuova_versione_elementor)</li>
<li>senza spostarsi dall&#8217;attuale posizione, caricare l&#8217;archivio della vecchia versione</li>
<li>estrarre l&#8217;archivio</li>
<li>fare un refresh del sito (backend e frontend)</li>
</ol>
<p>Ora Elementor dovrebbe funzionare di nuovo.</p>
<p>N.B. E&#8217; probabile che alcune funzioni non siano disponibili mantenendo la vecchia versione base del builder CMS (es. inserimento moduli per una questione di gestione font type). E&#8217; chiaro che coloro che non volessero affrontare problemi di compatibilità dovrebbero acquistare la licenza.</p>
<p><strong>Conclusione</strong>: Ho provato <a href="https://docs.elementor.com/article/184-cant-edit-with-elementor" rel="nofollow">tutte le soluzioni suggerite dagli sviluppatori del plugin</a> e aggiornato wordpress alla versione 5.5.1 senza successo. Presumo che la nuova versione base del builder sia semplicemente incompatibile con le vecchie versioni pro.</p>
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		<title>Marketing promozionale e bisogni dei consumatori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Radu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Aug 2017 09:54:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avete presente uno dei mantra del marketing: &#8220;Soddisfare al meglio i bisogni dei clienti&#8221; ?&#8230; Ho fatto una ricerca su Google inserendo queste parole chiave  e sono saltati fuori più di 2 milioni 300 mila risultati in italiano. Come se l&#8217;intero sapere aziendale si fosse adoperato per produrre del materiale al riguardo, a beneficio di consumatori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1135 size-medium" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/special-offer-300x131.jpg" alt="scritta &quot;offerta speciale (special offer)&quot; dentro ad un riquadro, colore rosso su sfondo bianco" width="300" height="131" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/special-offer-300x131.jpg 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/special-offer-768x335.jpg 768w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/special-offer-610x266.jpg 610w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/special-offer.jpg 799w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Avete presente uno dei mantra del marketing: &#8220;Soddisfare al meglio i bisogni dei clienti&#8221; ?&#8230; Ho fatto una ricerca su Google inserendo queste parole chiave  e sono saltati fuori più di 2 milioni 300 mila risultati in italiano. Come se l&#8217;intero sapere aziendale si fosse adoperato per produrre del materiale al riguardo, a beneficio di consumatori e imprese.</p>
<p>Ma le imprese mettono davvero in pratica questa strategia per fare la differenza? Poco, a giudicare da uno degli strumenti di marketing più utilizzati: le promozioni.<span id="more-953"></span></p>
<p>Le strategie promozionali sono importanti. Lo sono a tal punto che le aziende che ne siano consapevoli individuano una figura, un insieme di competenze o perfino soggetti esterni a cui affidarne l’ideazione e la gestione.</p>
<p>Perché un&#8217;impresa decide di ricorrere a questo strumento? Per una lunga serie di ragioni di cui al consumatore non importa nulla.</p>
<p>Come funziona una promozione? Dal lato impresa vi è una sequenza di processi per definirla e attuarla. Una volta scelto il motivo della promozione, si individua il target, si stabiliscono gli obiettivi, si scelgono i canali, si definisce il budget, si crea la comunicazione, si passa all&#8217;esecuzione ed alla distribuzione del messaggio promozionale (e della promozione stessa), se ne monitorizza l&#8217;andamento e, infine, si tirano le somme.</p>
<p>Dal lato consumatore invece le cose sono infinitamente più semplici: <strong>il cliente, una volta raggiunto dalla comunicazione promozionale, potrebbe percepire un <em>vantaggio</em> ed approfittarsene&#8230;</strong>Come valutare il vantaggio dal punto di vista del cliente? <strong>Poiché siamo tutti clienti, sappiamo intuitivamente che maggiore è il valore dell&#8217;offerta, maggiore sarà la nostra propensione all&#8217;acquisto, </strong>fermi restando altri parametri come le risorse a disposizione, la disponibilità prodotto personale, la disponibilità del prodotto sul mercato, la funzione del prodotto, i costi sostenuti, il valore della marca nella nostra mente e via dicendo.</p>
<p>Ma che succede quando il vantaggio percepito dai clienti sia diverso da quello definito dall&#8217;azienda?</p>
<p><span style="color: #333333; font-size: 22px;">1. Offerta Q8</span></p>
<h3><span style="font-family: helvetica, arial, sans-serif; font-size: 12pt;">Vestiamo i panni del consumatore e ascoltiamo questo spot (che ha girato in radio quasi tutto il mese di luglio):</span></h3>
<!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('audio');</script><![endif]-->
<audio class="wp-audio-shortcode" id="audio-953-1" preload="none" style="width: 100%;" controls="controls"><source type="audio/mpeg" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/07/q8-coca-cola-spot-radio.mp3?_=1" /><a href="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/07/q8-coca-cola-spot-radio.mp3">https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/07/q8-coca-cola-spot-radio.mp3</a></audio>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qui sotto la trascrizione:</p>
<blockquote><p><em>“Se il tuo serbatoio sembra un deserto, se anche le tue performance sembrano sciogliersi sotto il sole e la tua gola è arida, arida come polvere, allora c’è solo un posto dove cambiare musica: fermati da Q8! Con un rifornimento di almeno 25 litri di Q8 HI Perform, se hai la carta Star Q8, ti offriamo una lattina di Coca-Cola!</em></p>
<p><em>Q8 e Coca-Cola, fai rifornimento di performance!</em><br />
<em> Operazione valida dal 3 al 31 luglio 2017. Regolamento completo su StarQ8.it &#8220;.</em></p></blockquote>
<p>(pagina web del messaggio: http://www.starq8.it/Q8/promozioni/coca-cola.html)</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-998 alignleft" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/screenshot-offerta-q8-luglio-2017-300x178.jpg" alt="screenshot offerta Q8 luglio 2017" width="372" height="221" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/screenshot-offerta-q8-luglio-2017-300x178.jpg 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/screenshot-offerta-q8-luglio-2017.jpg 500w" sizes="(max-width: 372px) 100vw, 372px" />Sappiamo che la disponibilità della benzina speciale sul mercato è piuttosto ampia (in effetti, lo è per la maggioranza dei prodotti), quindi i costi affrontati dal cliente per ottenerla sono del tutto trascurabili.<br />
Guardiamo i prezzi (al momento in cui scrivo, fonte https://www.prezzibenzina.it/).</p>
<ul>
<li>Il prezzo medio della benzina HI Perform (speciale 100 ottani) da Q8 è di circa 1,85 euro.</li>
<li>Il prezzo medio <em>della concorrenza</em> per benzina della stessa qualità è, mediamente, 20 centesimi in meno.</li>
</ul>
<p>Ora, abaco alla mano facciamo due conti:<br />
Per 25 litri di rifornimento di benzina speciale, il cliente (peraltro “SuperStar”, necessariamente in possesso di una fidelity card e solo nei punti aderenti all’iniziativa) riceve in omaggio una lattina di Coca Cola da 33 ml dal prezzo al pubblico di – quanto?&#8230; 50 centesimi? Facciamo €0,60 centesimi di euro, per stare larghi.</p>
<p>Offerta Q8 → 25 lt x €1,85 = €46,25 &#8211; omaggio una lattina Coca Cola (€0,60) → prezzo effettivo della benzina  €45,65 (sarebbe poco più di 1 centesimo di sconto ogni litro)<br />
Prezzo concorrenza → 25 lt x €1,65 = €41,25</p>
<p>Fermarsi alla pompa di un altro gestore fa risparmiare €4,40 rispetto a Q8; arrotondiamo pure per difetto a 4 euro. Per restare in tema, la differenza consente di acquistare 6 o 7 lattine di Coca Cola da 33 cl oppure un paio di bottiglie da 1,5 litri (totale 3 litri) in un qualsiasi negozio di prossimità.</p>
<p>E&#8217; ovvio che ogni impresa è libera di fare le promozioni che ritienga più opportune per il proprio mercato, ma due conti ed un&#8217;occhio alla concorrenza sono elementi imprescindibili, prima di decidere l&#8217;entità dell&#8217;offerta.</p>
<h3>2. Buono sconto Conad</h3>
<p>Cambiamo settore e andiamo a vedere un supermercato, ad esempio Conad.</p>
<p>Ai clienti possessori di una Conad Card, per ogni spesa (di un certo importo minimo), viene elaborato alla cassa un buono che da diritto ad uno sconto su un prodotto a scelta della spesa successiva, da effettuarsi tassativamente in determinate date.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-982 alignleft" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/07/offerta-conad-300x98.jpg" alt="coupon sconto conad" width="367" height="120" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/07/offerta-conad-300x98.jpg 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/07/offerta-conad.jpg 600w" sizes="(max-width: 367px) 100vw, 367px" /></p>
<p>Fin qui molto bene. Le promozioni devono avere una scadenza temporale, altrimenti sarebbero dei riposizionamenti di prezzo.<br />
La cosa scomoda invece, per me cliente, è questa: <em>devo modificare il mio comportamento di acquisto se voglio approfittare della promozione</em>.</p>
<p>Grazie alla sua (e mia) Card, Conad ha in mano parecchi miei dati tipo età, sesso, lavoro, istruzione, dove abito, in quali orari faccio la spesa, in quali giorni, quante volte al mese, quali prodotti acquisto e quanto tempo passo ogni volta nel punto vendita. Sa quindi (o dovrebbe sapere) che non faccio quasi mai spesa nei fine settimana, eppure ogni volta mi elabora dei coupon con quel particolare vincolo temporale (in realtà credo che le offerte siano sempre nei fine settimana, quindi non personalizzate; come dire: avere tutti i dati dei clienti e non usarli a beneficio di tutti).</p>
<p>Si potrebbe obiettare “è normale, devono incentivarti per farti passare anche nei giorni in cui non ci vai mai, in modo da generare traffico in negozio ed aumentare le vendite”. D’accordo, ma questa è <em>una strategia orientata alla vendita</em>, in vogue negli anni ‘60 del secolo passato. Posso capire che Conad (e simili) debbano smaltire i prodotti deperibili nel fine settimana, ma &#8211; in fin dei conti &#8211; sono soltanto un cliente, dei problemi gestionali delle imprese non m&#8217;importa nulla.</p>
<p>Parliamo quindi dei miei bisogni o, più in generale, dei famosi bisogni del consumatore. Se non torno mai nei fine settimana ci sarà una ragione, di cui Conad deve sforzarsi a prendere atto. Potrebbero pensare di premiarmi, intanto, per i giorni nei quali torno abitualmente. Oppure propormi un’offerta tale da giustificare lo sforzo che devo affrontare per cambiare il mio comportamento di acquisto.</p>
<p>Disporre di cosi tanti dati e non usarli (o usarli male) è uno spreco insostenibile per chiunque operi oggi sul mercato.</p>
<h3>3. Promozioni Wind</h3>
<p>Non va meglio sul lato web marketing, ovvero delle promozioni online. Quasi tutti noi abbiamo uno smartphone e qualche specie di contratto con un gestore telefonico. Dopo tutto, a detta di molti, questo è l’anno del mobile.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1010 alignleft" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/offerta-wind-web-296x300.jpg" alt="offerta wind sul sito web" width="296" height="300" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/offerta-wind-web-296x300.jpg 296w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/offerta-wind-web.jpg 400w" sizes="(max-width: 296px) 100vw, 296px" />Prendiamo, ad esempio, la Wind. Alcune promozioni campeggiano sul loro sito web, nella sezione “Passa a Wind”. Chiunque decida di passare a Wind, scegliendo uno dei piani tariffari proposti, lo può fare gratuitamente. E questo è fantastico.</p>
<p>Se invece sei già cliente, puoi effettuare il passaggio pagando 15 euro, più il prezzo del piano tariffario del contratto scelto. Purtroppo, il credito mensile residuo del vecchio contratto sarà perso.<br />
Quale prezzo complessivo della nuova offerta per il cliente fedele rispetto al nuovo cliente?<br />
€15,00 di passaggio nuovo piano + €12,00 mediamente, a seconda del nuovo piano + il credito mensile residuo del vecchio piano<br />
Prezzo del passaggio: dai 25 euro in su (quasì nessuno passa quando ha il credito vicino allo zero perché le offerte hanno limiti temporali).</p>
<p>Queste promozioni richiamano la vecchia cara nozione di Cash Cow ( vacche da mungere, riferita ai prodotti). Per traslazione, le vacche da mungere rappresentano la posizione dei clienti nella mente dell&#8217;impresa.</p>
<h3>4. Sconti Epici</h3>
<p>Mi è capitato di vedere nella vetrina di vicino un negozio di abbigliamento questi cartelli:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-996 alignleft" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/vetrina-sconto-197x300.jpg" alt="sconti in vetrina negozio abbigliamento" width="207" height="315" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/vetrina-sconto-197x300.jpg 197w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/08/vetrina-sconto.jpg 300w" sizes="(max-width: 207px) 100vw, 207px" /></p>
<p>A me piacciono gli sconti diretti. E&#8217; un tipo di promozione chiaro e comprensibile per tutti, non ci si deve scervellare, il messaggio è immediato e facilmente quantificabile. In questo caso, anche il motivo addotto è simpatico e strappa un sorriso. Chi non vorrebbe essere in spiaggia con il caldo torrido piuttosto che sognarsela in bottega?</p>
<p>Unica cosa alla quale presterei attenzione è la parola &#8220;TUTTO&#8221;. Sconti così elevati (60%, 70%) sono sempre molto graditi dai consumatori ma rischiano di creare parecchio malumore in chi, nel periodo precedente all&#8217;offerta, ha acquistato qualcosa in negozio.  Inoltre, i clienti cominceranno ad aspettare i periodi di maggiore sconto per effettuare gli acquisti, generando così un preoccupante andamento delle vendite &#8220;sconto dipendente&#8221;.</p>
<p>Anche quando si pensi ai clienti è necessario prestare attenzione alle modalità, perché soddisfare alcuni a scapito di altri è un modus operandi che, alla lunga, potrebbe rivelarsi controproducente.</p>
<p>Esistono poi altre tipologie di promozioni:</p>
<ul>
<li>quelle che chiamo &#8220;cervellotiche&#8221; (occorre uno sforzo mentale per capirle; tendono a mascherare un&#8217;offerta scadente)</li>
<li>le cosiddette &#8220;offerte che non puoi rifiutare&#8221; (quando viene, de facto, imposto l&#8217;acquisto)</li>
</ul>
<p>entrambe però appartenenti al mondo B2B, di poco interesse per i consumatori. Ne parlerò, eventualmente, in un post futuro.</p>
<p>Concludo ribadendo che la gestione delle strategie d&#8217;offerta è un&#8217;attività che non va sottovalutata. Che si tratti di promozioni sui canali di marketing tradizionali o digitali, e quali che siano le ragioni che spingono un&#8217;azienda a farne uso, è necessario andare incontro ai bisogni dei clienti e non il contrario.</p>
<p>Per fortuna, di questi tempi, è sempre più difficile ingannare i consumatori. Uno degli effetti della <a href="https://digitalbanzai.it/2017-la-rivoluzione-del-mobile/" target="_blank" rel="noopener">rivoluzione del mobile</a> è quello di averli abituati a verificare ogni cosa di loro interesse economico (prezzi, offerte, servizi e disponibilità della concorrenza, opinioni di altri acquirenti), e non solo, <em>in tempo reale</em>. Questo costringe le aziende a rivedere molte delle loro strategie.</p>
<p>La frase ricorrente &#8220;Va bene pensare al cliente, <strong>ma</strong>&#8230;&#8221;  (sentita spesso in moltissime riunioni tra titolari, direzione e responsabili di marketing) non può più trovare posto nel vocabolario delle aziende. Sarebbe consigliabile se queste figure decisionali cominciassero a superare gli approcci attuali per dedicarsi realmente a soddisfare i bisogni dei clienti.</p>
<p>L&#8217;alternativa è restare dietro alle imprese meglio incentrate sul consumatore.</p>The post <a href="https://digitalbanzai.it/marketing-promozionale-e-bisogni-dei-consumatori/">Marketing promozionale e bisogni dei consumatori</a> first appeared on <a href="https://digitalbanzai.it">Digital Banzai Web Marketing</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Il Web Design</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Radu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2017 02:18:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cos&#8217;è il Web Design? È molto più della sola progettazione grafica nella creazione di siti web: è la strutturazione e l’ottimizzazione dei contenuti in modo che il sito sia facilmente rintracciabile sui motori di ricerca, accattivante, funzionale e raggiungibile. Deve agevolare il processo di navigazione, condivisione ed – eventualmente – acquisto (o altri tipi di conversione). E’ [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Cos&#8217;è il Web Design?</h2>
<p>È molto più della sola progettazione grafica nella creazione di siti web: è la strutturazione e l’ottimizzazione dei contenuti in modo che il sito sia facilmente rintracciabile sui motori di ricerca, accattivante, funzionale e raggiungibile. Deve agevolare il processo di navigazione, condivisione ed – eventualmente – acquisto (o altri tipi di conversione).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-830" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/02/digital-banzai-web-design-300x133.jpg" alt="illustrazione con elementi di web design" width="695" height="308" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/02/digital-banzai-web-design-300x133.jpg 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/02/digital-banzai-web-design-768x341.jpg 768w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/02/digital-banzai-web-design-1024x455.jpg 1024w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/02/digital-banzai-web-design-610x271.jpg 610w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/02/digital-banzai-web-design-1080x480.jpg 1080w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/02/digital-banzai-web-design.jpg 1800w" sizes="(max-width: 695px) 100vw, 695px" /></p>
<p>E’ l&#8217;impatto visivo del professionista e/o dell’impresa, la prima impressione che lascia nel visitatore. Un utente che si trovi su un sito che non risponde alle sue aspettative non vi ritorna facilmente. Ecco perché il design e, soprattutto, la qualità dei contenuti devono deve puntare a soddisfarlo nel migliore dei modi, e nel minor tempo possibile.<span id="more-827"></span></p>
<p align="left">Obiettivi: UX (esperienza utente, User Experience) positiva, conversioni (registrazioni, vendite), passaparola (condivisione dei contenuti, word of mouth).</p>
<p align="left">Entrano in gioco molteplici elementi, molti indispensabili:</p>
<ul>
<li>aspetto grafico e design del sito</li>
<li>contenuti interessanti ed unici per il target di riferimento</li>
<li>immagini professionali</li>
<li>video</li>
<li>tutorial</li>
<li>blog integrato</li>
<li>struttura organizzativa del sito facile ed intuitiva</li>
</ul>
<p align="left">Supporto ed integrazione dei canali, i siti web devono mettere a disposizione:</p>
<ul>
<li>informazioni sui canali e le modalità di contatto</li>
<li>strumenti per la condivisione delle informazioni</li>
<li>info sulle tempistiche riguardanti assistenza e supporto</li>
</ul>
<p align="left">Migliorare l’esperienza utente aiuta ad ottenere maggiori risultati in termini di conversione e fidelizzazione.</p>The post <a href="https://digitalbanzai.it/web-design/">Il Web Design</a> first appeared on <a href="https://digitalbanzai.it">Digital Banzai Web Marketing</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>2017, La Rivoluzione del Mobile</title>
		<link>https://digitalbanzai.it/2017-la-rivoluzione-del-mobile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Radu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 14:03:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1. Quante persone usano lo smartphone? Se ci fosse un calendario del mondo digitale, il 2017 sarebbe l&#8217;Anno dello Smartphone. Almeno, i numeri lo farebbero pensare: nel 2016 le varie tipologie di contratti mobile a livello globale hanno raggiunto quota 7,6 miliardi; di questi, 3,9 miliardi sono sottoscrizioni smartphone (Ericsson Mobility Report, giugno 2016). Nel 2016, il 62% degli italiani &#8211; oltre 35 milioni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>1. Quante persone usano lo smartphone?</h2>
<p>Se ci fosse un calendario del mondo digitale, il <strong>2017</strong> sarebbe l&#8217;<strong>Anno dello Smartphone</strong>. Almeno, i numeri lo farebbero pensare: nel 2016 le varie tipologie di contratti mobile a livello globale hanno raggiunto quota 7,6 miliardi; di questi, <strong>3,9 miliardi</strong> sono sottoscrizioni <strong>smartphone</strong> (<em>Ericsson Mobility Report, giugno 2016</em>).</p>
<p><strong>Nel 2016, il 62% degli italiani &#8211; oltre 35 milioni &#8211; ne possiede almeno uno e questa percentuale potrebbe salire al 65% nel 2017 </strong>(<em>Statista, 2017</em>).</p>
<div id="attachment_297" style="width: 522px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-297" class="wp-image-297" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/2017-digital-banzaiweb-marketing-statista-smartphone-share-italy-300x174.png" alt="grafico statista.com - percentuale di adulti in possesso di uno smartphone in italia, 2014 - 2019" width="512" height="297" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/2017-digital-banzaiweb-marketing-statista-smartphone-share-italy-300x174.png 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/2017-digital-banzaiweb-marketing-statista-smartphone-share-italy-610x354.png 610w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/2017-digital-banzaiweb-marketing-statista-smartphone-share-italy.png 753w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /><p id="caption-attachment-297" class="wp-caption-text">statista.com</p></div>
<p>Il numero di apparecchi in circolazione (la domanda) è la conseguenza di un insieme di fenomeni consolidati nel tempo, quattro in particolar modo:</p>
<ol>
<li>lo sviluppo tecnologico di settore</li>
<li>lo sviluppo delle infrastrutture</li>
<li>l&#8217;evoluzione delle applicazioni</li>
<li>il cambiamento nel comportamento dei consumatori</li>
</ol>
<p><span id="more-291"></span></p>
<p>Mentre i primi tre punti riguardano direttamente l&#8217;evoluzione dell&#8217;industria mobile di per se, il punto quattro rappresenta ciò che interessi maggiormente agli esperti di marketing, a prescindere dal tipo di attività svolta: sapere chi, quando, come, dove, quanto e cosa far pervenire ai clienti sotto forma di offerta o comunicazione che possono interessargli è imprescindibile per le strategie di mobile marketing. Le abitudini di consumo stimolano, da un lato, i settori inerenti ai 3 punti sopra; dall&#8217;altro, abbinate alla conoscenza del proprio bacino clienti, suggeriscono ad imprese e professionisti le migliori strategie e tattiche da adottare.</p>
<h2>2. Chi lo usa?</h2>
<p>La ripartizione per fasce d&#8217;età è piuttosto omogenea fino ai 44 anni ed è in aumento per le fasce successive (<em>Google</em>), anche se permane un grosso divario tra giovani ed anziani:</p>
<ul>
<li>&lt;25 anni -&gt; 98%</li>
<li>25 &#8211; 34 anni -&gt; 95%</li>
<li>35 &#8211; 44 anni -&gt; 90%</li>
<li>45 -54 anni -&gt; 78%</li>
<li>55 &#8211; 64 -&gt; 43%</li>
<li>65+ -&gt; 31,3% (<em>Censis</em>)</li>
</ul>
<p>Il 74,1% delle utenze appartengono a donne, il 73,2% agli uomini (<em>Censis</em>).</p>
<h2>3. Quando si usa?</h2>
<p>Qui vi è una distinzione tra l&#8217;uso personale:</p>
<ul>
<li>il 53% lo controlla al risveglio</li>
<li>il 37% si sveglia nel cuore della notte per controllarlo</li>
<li>tutti lo controllano mediamente 13 volte in un&#8217;ora</li>
</ul>
<p>e l&#8217;uso per lavoro (<em>Deloitte, 2016</em>):</p>
<ul>
<li>il 57% delle persone &#8220;in carriera&#8221; lo controlla subito al risveglio</li>
<li>il 59% lo controlla più di 200 volte al giorno</li>
<li>l&#8217;80% dichiara di addormentarsi con il telefonino a portata di mano perché nel cuore della notte&#8230;
<ul>
<li>il 64% risponde alle email personali</li>
<li>il 76% legge le email di lavoro</li>
<li>l&#8217;83% risponde alle email di lavoro</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Complessivamente, per lavoro o per uso personale, quasi il <strong>90% degli italiani vuole avere lo smartphone sempre a portata di mano, in ogni momento.</strong></p>
<h2>4. Dove usiamo lo smartphone?</h2>
<p>E&#8217; piuttosto nota la propensione degli italiani ad usare il cellulare in ogni occasione sociale (<em>Deloitte, 2015</em>):</p>
<ul>
<li>il 74% lo usa in compagnia con gli amici</li>
<li>il 60% al ristorante</li>
<li>il 35% per strada</li>
<li>il 30% alla guida</li>
</ul>
<p>Invece quando si è a casa o al lavoro:</p>
<ul>
<li>il 69% lo usa guardando la televisione</li>
<li>il 42% in riunione</li>
</ul>
<p>Per non parlare dell&#8217;uso al cinema, sul quale però non ho trovato statistiche ufficiali 🙂 Scherzi a parte, è evidente che, complici lo sviluppo tecnologico ed un crescente supporto infrastrutturale, <strong>le abitudini di utilizzo si sono diversificate nel tempo e si svolgono prevalentemente in mobilità</strong>.</p>
<h2>5. Come e quanto lo usiamo?</h2>
<p>Sebbene le chiamate voce siano in calo e quello degli SMS somigli più ad un crollo che ad una diminuzione rispetto agli anni passati (dai 72,2 mld del 2012 ai 17,8 mld del 2016 &#8211; <em>Agcom</em>), l&#8217;uso tradizionale del mobile non è in procinto di scomparire (al riguardo esistono grosse differenze nell&#8217;uso tra i vari paesi). A dispetto della crescita vertiginosa delle app emergenti, chiamate e SMS continuano a contare su un bacino utenza pari al totale dei contratti attivi. Altra cosa è, invece, l&#8217;efficacia e l&#8217;efficienza di questi due canali dal punto di vista del marketing.</p>
<div id="attachment_602" style="width: 938px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-602" class="wp-image-602" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/chiamate-e-sms-world-300x133.png" alt="grafico chiamate e sms su base giornaliera, settimanale e mensile in Spagna, Cina, India ed USA" width="928" height="412" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/chiamate-e-sms-world-300x133.png 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/chiamate-e-sms-world-768x342.png 768w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/chiamate-e-sms-world-610x271.png 610w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/chiamate-e-sms-world.png 890w" sizes="(max-width: 928px) 100vw, 928px" /><p id="caption-attachment-602" class="wp-caption-text">gsma.com</p></div>
<p>Grazie all&#8217;incremento degli accessi alla banda larga, applicazioni come Whatsapp, Messenger, Viber, Telegram, Snapchat, Skype hanno arricchito e potenziato la comunicazione. La possibilità di incorporare foto, video, audio e documenti nei messaggi istantanei (e nelle chat di gruppo) ha decretato la drastica diminuzione degli SMS e ha mandato in soffitta gli MMS, che sono quasi scomparsi dalle offerte dei gestori di telefonia italiani.</p>
<p>L&#8217;avvento dello streaming ed il potenziamento dei servizi video offerti dalle piattaforme social (Youtube, Facebook, Instagram, Twitter) aprono interessanti scenari nel video-marketing, considerato che il 31% degli utenti guarda contenuti video sul telefonino <em>ogni giorno</em> (<em>Google 2016</em>).</p>
<p>E&#8217; evidente che la funzione che ha maggiormente trasformato il mondo del mobile è la connessione dati. Attorno ad essa ruota tutta la galassia delle app, la ricerca sui motori, l&#8217;e-commerce e la grande maggioranza dei servizi in mobilità. Nel 2016 il <strong>29% delle connessioni internet in Italia avviene esclusivamente dal cellulare</strong> (fuori casa e fuori dal lavoro; +4% rispetto al 2015 &#8211; <em>Eurostat, utenza 16 &#8211; 74 anni</em>).</p>
<p>Sedersi ad una scrivania ed accedere a internet tramite il PC sarà sempre meno abituale. Ad oggi (<em>Google</em>):</p>
<ul>
<li><strong>il 33% degli utenti si collega preferibilmente con lo smartphone</strong></li>
<li>il 35% si connette indifferentemente dal mobile, tablet o PC</li>
<li>il 25% va in rete più spesso con il PC o il tablet</li>
</ul>
<p>A fine 2016 sono <strong>53 milioni</strong> le SIM italiane con accesso a internet (<em>Agcom</em>). Molti servizi in rete si effettuano da smartphone almeno con la stessa frequenza che dal pc (<em>Google</em>):</p>
<ul>
<li>il 50% delle ricerche sui motori</li>
<li>il 50% degli accesi ai social network</li>
<li>il 51% controllo delle email</li>
<li>il 7% giochi</li>
<li><strong>il 41% visualizzazioni di video online</strong></li>
<li>il 47% mappe ed indicazioni stradali</li>
<li>17% per acquistare beni o servizi</li>
<li>il 46% ricerca di informazioni sui prodotti</li>
</ul>
<div id="attachment_639" style="width: 741px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-639" class="wp-image-639" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/consumerbarometer.com-2017-01-29-20-26-40-260x300.png" alt="grafico con le attività svolte dal mobile tanto spesso quanto dal pc - google consumer barometer" width="731" height="844" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/consumerbarometer.com-2017-01-29-20-26-40-260x300.png 260w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/consumerbarometer.com-2017-01-29-20-26-40-610x703.png 610w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/consumerbarometer.com-2017-01-29-20-26-40.png 615w" sizes="(max-width: 731px) 100vw, 731px" /><p id="caption-attachment-639" class="wp-caption-text">Google Consumer Barometer &#8211; Italia</p></div>
<p>Per concludere questo punto, il tempo medio di utilizzo di internet (e dei relativi servizi) da mobile è di <strong>2 ore e 8 minuti ogni giorno</strong> (G<em>lobalwebindex</em>)</p>
<h2>6. &#8230;E per fare acquisti?</h2>
<h6>A che punto del purchase funnel si usa lo smartphone (<em>Google</em>)?</h6>
<ul>
<li>39% nella fase iniziale di ricerca ed eventuale ispirazione</li>
<li>36% per mettere a confronto online i prodotti</li>
<li>35% per leggere consigli ed opinioni sul prodotto</li>
<li>il 17% per perfezionare un acquisto online (ad esempio, cercando su Maps un negozio dove poi si va effettivamente ad effettuare l&#8217;acquisto)</li>
</ul>
<p>D&#8217;altro canto, solo il 7% degli acquisti avviene tramite mobile rispetto all&#8217;87% degli acquisti da desktop. Le vendite retail in USA dicono che il tasso di conversione tramite mobile è dell&#8217;1%, a fronte di un quasi 3% del desktop (rapportato alle visite). Il tasso di abbandono è alto: solo il 16% dei carrelli avviati online va a buon fine con il telefonino (<em>Adobe Mobile Retail Report 2016</em>). Ad ogni modo, il mercato del mobile shopping statunitense è più movimentato di quello italiano: 31% di vendite online tramite smartphone con un tasso di crescita su base annua del 53% (<em>Forrester, 2015</em>).</p>
<h2>Come investono le aziende nel mobile marketing?</h2>
<p>A giudicare dai dati nella seguente tabella, le aziende italiane sembra abbiano capito l&#8217;importanza dell&#8217;identità digitale e della pubblicità in rete.  Mobile e canale video però sono ben al di sotto dei budget allocati ad altre attività (<em>dati B2B, Anes 2016</em>):</p>
<div id="attachment_647" style="width: 884px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-647" class="wp-image-647" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/investimenti-pubblicitari-2016-300x172.png" alt="grafico investimenti pubblicitari diviso per canali. italia 2016" width="874" height="501" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/investimenti-pubblicitari-2016-300x172.png 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/investimenti-pubblicitari-2016-768x439.png 768w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/investimenti-pubblicitari-2016-1024x586.png 1024w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/investimenti-pubblicitari-2016-610x349.png 610w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/investimenti-pubblicitari-2016-1080x618.png 1080w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/investimenti-pubblicitari-2016.png 1196w" sizes="(max-width: 874px) 100vw, 874px" /><p id="caption-attachment-647" class="wp-caption-text">anes.it</p></div>
<p>Circa l&#8217;88% delle imprese effettua investimenti nel sito aziendale giudicati buoni e molto buoni, il 71% in web marketing generico, il 74% in marketing online ed il 63% nella pubblicità online, ma appena l&#8217;8% delle aziende dedica un buon livello di investimenti nel mobile marketing. Il 12% ne dedica una fetta sufficiente, il 16% alloca risorse giudicate insufficienti mentre il restante 64%% non dedica alcuna risorsa alle strategie mobile. Il canale video va un po&#8217; meglio, con il 23% di risorse adeguate ed il 17% sufficienti, anche se ben lontano da investimenti adeguati al potenziale. Per dire, sul lato pubblicitario mobile la previsione di spesa mostrava <strong>una contrazione del 2,5%</strong> tra gennaio e novembre 2016 rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente (<em>Nielsen</em>).</p>
<p>Perché così poca fiducia nel mobile da parte delle aziende? Le ragioni sono molteplici, ne cito 3:</p>
<ul>
<li>ROI insufficiente a giustificare l&#8217;aumento degli investimenti nel settore</li>
<li>Le app distribuite non sono ottimizzate quindi non trovano il riscontro atteso</li>
<li>Scarsa conoscenza delle abitudini di utilizzo dei clienti target</li>
</ul>
<h3>L&#8217;ansia da Conversione</h3>
<p>Come già visto, gli acquisti effettuati con lo smartphone non presentano numeri sbalorditivi. E&#8217; la ragione principale del basso livello investimenti nel settore a dispetto della crescita: se i conti non tornano (soprattutto in breve) i responsabili marketing non spendono risorse nello strumento. Purtroppo si ignora, o non si sa come quantificare il fatto che il telefonino possa giocare <em>indirettamente</em> un ruolo decisivo negli acquisti: secondo Google, <strong>il 70% dei consumatori acquista in un negozio fisico dopo aver effettuato una ricerca correlata dal telefonino</strong><strong>.</strong></p>
<p>Il 50% delle pubblicità viste sul cellulare influiscono sulle decisioni d&#8217;acquisto su una scala che va da moderata a forte (<em>Bain Survey 2016</em>)<strong>.  </strong>Ridefinire le metriche sarebbe il primo passo verso una maggiore comprensione del mezzo.</p>
<h3>App vs siti tradizionali da mobile</h3>
<p>Il mercato italiano vede una sostanziale parità tra siti web ed applicazioni per lo shopping online, ma <strong>le app hanno facilitato i processi di acquisto da mobile</strong> per il 54% degli utenti. In genere, attività tradizionali come leggere le notizie (67%) o prenotare viaggi (61%) si svolgono ancora sui siti web. Altre attività, come giocare (80%), controllare i social (74%), controllare il conto corrente (62%), food delivery (60%), trovare l&#8217;anima gemella (63%), chiamare un taxi (61%) e controllare le email (57%) si fanno con l&#8217;ausilio delle app (<em>Deloitte 2016</em>).</p>
<p>Progettare una applicazione per i propri clienti è sempre un compito non facile. Da un lato, il mercato delle app è altamente competitivo; dall&#8217;altro, ci sono dei feedback negativi da tener sempre presente in fase di progettazione (<em>Adobe Mobile Retail Report 2016, mercato USA</em>):</p>
<ul>
<li>il 38% degli utenti lamentano lo schermo piccolo (app non adatte alla visualizzazione superfici ridotte)</li>
<li>il 35% ritiene che le app veicolino troppa pubblicità</li>
<li>il 32% lamenta la mancanza dello pinch &amp; zoom (ingrandimento) per una migliore visualizzazione dei prodotti</li>
<li>il 29% evidenzia lentezza di navigazione e performance delle app</li>
<li>il 27% ritiene difficile portare a termine il processo di acquisto tramite app</li>
<li>il 22% qualifica le notifiche push come irrilevanti e le pubblicità prive di personalizzazione (<em>feedback dei Millenials</em>)</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Evoluzione o Rivoluzione?</h3>
<p>Il sogno proibito degli esperti di marketing è sempre stato quello di riuscire ad entrare nella testa dei consumatori e potrebbe iniziare ad avverarsi grazie agli smartphone. Questi apparecchi e gli esseri umani stanno diventando un qualcosa di simbiotico. Li usiamo per lavorare, per informarci, per comunicare, per socializzare, per divertirci, per orientarci, per immortalare e, sempre di più, per effettuare acquisti. Anche se non necessariamente acquistiamo online tramite il cellulare, lo usiamo senz&#8217;altro in uno o più micro-momenti decisionali lungo il percorso d&#8217;acquisto: cerchiamo prodotti, li confrontiamo, guardiamo le recensioni al riguardo, leggiamo le guide, valutiamo i prezzi e rintracciamo i negozi.</p>
<p>Le imprese rischiano di perdere il contatto con l&#8217;evoluzione del mezzo. Quel 20% di investimenti complessivi attuali sono spesso usati nel modo sbagliato. Le imprese finiscono per portare sullo smartphone prodotti pubblicitari nati per la tv (o per altri mezzi), sperando di cogliere in 3 secondi l&#8217;attenzione che l&#8217;utente medio solitamente dedica alle pubblicità sul telefonino prima di focalizzarsi su qualcos&#8217;altro. Non può funzionare, le pubblicità destinate ai media tradizionali sono troppo lente e troppo lunghe rispetto alle modalità di consumo tipiche del mobile.</p>
<p>Complessivamente, consumiamo il 25% dei media sul nostro smartphone a scapito degli altri mezzi. Questa percentuale potrebbe non sembrare alta, ma è in crescita; rapportata all&#8217;unica risorsa veramente limitata a nostra disposizione &#8211; il tempo &#8211; ci indica che il mercato pubblicitario stia subendo un mutamento: il tempo che dedichiamo ai media sul telefonino è sottratto ad altri mezzi e gli investimenti pubblicitari delle imprese in quei mezzi, ad un certo punto, cominceranno a non avere il ritorno previsto.</p>
<p>Cosa fare al riguardo, naturalmente, dipende &#8211; tra le altre cose &#8211; dal tipo di attività, dal mercato, dalle abitudini di consumo dei propri clienti, dalla propensione all&#8217;innovazione e la disponibilità ad investire. Adeguare le infrastrutture (sito web mobile responsive, email adatte al formato) sarebbe un primo passo. Quantificare quanto tempo il target di riferimento passi sul mobile e come questi venga usato durante il processo d&#8217;acquisto, un secondo.</p>
<p>E&#8217; fondamentale impostare ed analizzare metriche diverse, riferite piuttosto al business in senso lato e non al mezzo; è innegabile che lo smartphone abbia, nelle decisioni d&#8217;acquisto dei clienti, un ruolo molto più alto di quello che si pensi.</p>
<p>Infine, ottimizzare le campagne digitali per il mobile, evitando di riproporre prodotti disegnati per altre piattaforme, consentirebbe di cogliere quell&#8217;effimero attimo di attenzione dei clienti. Per farlo al meglio, è importante avere il coraggio di provare. La creatività, sebbene non quantificabile a priori, è un elemento strategico di grande forza ed impatto.</p>
<p>Grazie all&#8217;evoluzione del mobile, molti cambiamenti &#8211; soprattutto nel percorso d&#8217;acquisto &#8211; sono in atto da tempo. Ora la vera rivoluzione la devono fare le imprese.</p>
<p><span style="font-size: 8pt;">Fonti bibliografiche: </span><span style="font-size: 8pt;"><a href="https://www.consumerbarometer.com" target="_blank" rel="noopener">Google Consumer Barometer</a>, <a href="https://www.ericsson.com/mobility-report" target="_blank" rel="noopener">Ericsson Mobility Report 2016</a>, <a href="http://www.smartinsights.com/managing-digital-marketing/marketing-innovation/digital-marketing-trends-2016-2017/" target="_blank" rel="noopener">Smart Insights trends</a>, <a href="http://wearesocial.com/it/blog/2017/01/digital-in-2017-in-italia-e-nel-mondo" target="_blank" rel="noopener">Wearesocial</a>, <a href="http://www.gsma.com/newsroom/" target="_blank" rel="noopener">GSMA &#8211; The future of Mobile Communications</a>, <a href="https://www2.deloitte.com/it/it.html" target="_blank" rel="noopener">Global Mobile Consumer Survey 2015 e 2016</a>, <a href="http://ec.europa.eu/eurostat/web/digital-economy-and-society" target="_blank" rel="noopener">Statistiche Eurostat</a>, <a href="http://anes.it/" target="_blank" rel="noopener">Associazione Nazionale Editoria di Settore</a>, <a href="http://connexity.com/blog/2016/01/state-of-retailing-online-2016-released-the-top-3-take-aways/" target="_blank" rel="noopener">The State of Retailing Online 2016</a>, <a href="http://www.bain.com/publications/articles/mobile-marketing-dont-miss-the-moment.aspx" target="_blank" rel="noopener">Bain Mobile Insights</a>, <a href="http://www.wsj.com/articles/SB10001424127887323407104579036714155366866" target="_blank" rel="noopener">The Wall Street Journal</a>, <a href="https://go.forrester.com/" target="_blank" rel="noopener">Forrester</a>, <a href="https://www.globalwebindex.net/" target="_blank" rel="noopener">Global Web Index</a>, <a href="http://www.nielsen.com/it/it.html" target="_blank" rel="noopener">Nielsen Ricerche di Mercato</a>, <a href="http://news.adobe.com/press-release/digital-marketing/adobe-data-shows-retailers-fail-maximize-mobile-revenue" target="_blank" rel="noopener">Adobe Mobile Report 2016</a>, <a href="http://www.censis.it/home" target="_blank" rel="noopener">Censis</a>, <a href="http://www.statista.com" target="_blank" rel="noopener">Statista</a></span></p>The post <a href="https://digitalbanzai.it/2017-la-rivoluzione-del-mobile/">2017, La Rivoluzione del Mobile</a> first appeared on <a href="https://digitalbanzai.it">Digital Banzai Web Marketing</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Google AdWords: dal 31 gennaio 2017 solo annunci di testo esteso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Radu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2017 21:48:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un post sul AdWords GoogleBlog ricorda ai agli utenti che il 31 gennaio 2017 il sistema completerà la transizione alle sole pubblicità di testo esteso. A partire da quella data, gli annunci tradizionali di testo non saranno più disponibili per l&#8217;inserimento nelle campagne Ad. Una delle ragioni alla base del cambiamento è il miglior rendimento visivo sui dispositivi mobili. In altre parole, con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un post sul AdWords GoogleBlog ricorda ai agli utenti che il 31 gennaio 2017 il sistema completerà la transizione alle sole pubblicità di testo <strong>esteso</strong>. A partire da quella data, gli annunci tradizionali di testo non saranno più disponibili per l&#8217;inserimento nelle campagne Ad.</p>
<p>Una delle ragioni alla base del cambiamento è il miglior rendimento visivo sui dispositivi mobili. In altre parole, con il nuovo formato Google riesce a sfruttare meglio la larghezza dei display degli smartphone ed a far visualizzare un maggior numero di annunci senza penalizzare troppo l&#8217;esperienza utente sul lato della ricerca organica. Un&#8217;altra ragione è l&#8217;aumento dei caratteri a disposizione dei copywriter.</p>
<p>Il nuovo formato, al pari dell&#8217;attuale che verrà sostituito, si basa sempre sui tradizionali tre elementi: Titolo, URL visualizzato e Descrizione.</p>
<h2>Cosa cambia?</h2>
<p>Le differenze riguardano il numero di caratteri e la formattazione degli elementi:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-549" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/annunci-adwords-estesi-big-1-300x92.png" alt="infografica rappresentante i campi ed il numero dei caratteri dei nuovi annunci adwords estesi" width="551" height="169" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/annunci-adwords-estesi-big-1-300x92.png 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/annunci-adwords-estesi-big-1-610x186.png 610w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/annunci-adwords-estesi-big-1.png 649w" sizes="(max-width: 551px) 100vw, 551px" /></p>
<p><span id="more-506"></span></p>
<table style="height: 135px;" width="452">
<tbody>
<tr style="height: 52px;">
<td style="width: 143.466px; height: 52px;"><strong>Righe Annuncio</strong></td>
<td style="width: 143.466px; height: 52px;"><strong>Annuncio AdWords tradizionale</strong></td>
<td style="width: 144.375px; height: 52px;"><strong>Annuncio AdWords esteso</strong></td>
</tr>
<tr style="height: 18.554px;">
<td style="width: 143.466px; height: 18.554px;">Titolo</td>
<td style="width: 143.466px; height: 18.554px;">25 caratteri</td>
<td style="width: 144.375px; height: 18.554px;">2 x 30 caratteri</td>
</tr>
<tr style="height: 18.554px;">
<td style="width: 143.466px; height: 18.554px;">Indirizzo web</td>
<td style="width: 143.466px; height: 18.554px;">35 caratteri</td>
<td style="width: 144.375px; height: 18.554px;">35 caratteri + 2 x 15 caratteri</td>
</tr>
<tr style="height: 18.554px;">
<td style="width: 143.466px; height: 18.554px;">Descrizione</td>
<td style="width: 143.466px; height: 18.554px;">2 x 35 caratteri</td>
<td style="width: 144.375px; height: 18.554px;">80 caratteri</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Intuitivamente, il nuovo formato consente una maggior espressione creativa grazie all&#8217;aumento del numero di caratteri. Inoltre, nella maschera di inserimento (immagine sotto) si può notare la modifica apportata ai campi URL: l&#8217;indirizzo web di destinazione (URL finale), accoglie per intero il percorso che porta alla pagina pubblicizzata, mentre il campo &#8220;percorso&#8221; in basso riporta il nome dominio e può essere personalizzato nei due campi a seguire, <strong>editabili</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-521" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/adwords-screenshot-annuncio-esteso-01-300x130.jpg" alt="screenshot adwords in fase di inserimento di un annuncio di testo esteso" width="478" height="207" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/adwords-screenshot-annuncio-esteso-01-300x130.jpg 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/adwords-screenshot-annuncio-esteso-01.jpg 600w" sizes="(max-width: 478px) 100vw, 478px" /></p>
<p><strong>In questi due campi, grazie ad una piccola scappatoia concessa da Google, è possibile inserire liberamente altro testo esplicativo, a patto che sia correlato all&#8217;URL di destinazione.</strong> Gli spazi tra le parole vengono automaticamente rimpiazzati dal trattino basso e tra i campi c&#8217;è lo slash, ma la lettura rimane comunque agevole. Per migliorare la lettura, si può usare direttamente il trattino normale tra i termini scelti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-524 size-medium" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/adwords-screenshot-annuncio-esteso-02-300x149.jpg" alt="screenshot adwords in fase di inserimento - visualizzazione su smartphone di un annuncio di testo esteso" width="300" height="149" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/adwords-screenshot-annuncio-esteso-02-300x149.jpg 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/adwords-screenshot-annuncio-esteso-02.jpg 471w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><a href="https://adwords.googleblog.com/2017/01/reminder-transition-to-expanded-text.html" target="_blank" rel="noopener">Nel post reminder, Google AdWords</a> ribadisce le linee guida su come progettare e creare un annuncio esteso e consiglia cosa fare delle campagne in atto con gli annunci tradizionali:</p>
<ul>
<li>Testare più versioni di un annuncio per ciascun gruppo di campagne</li>
<li>Focalizzare l&#8217;attenzione sul titolo, considerato la parte più importante dell&#8217;annuncio (ora con due campi testo a disposizione)</li>
<li>Fare tesoro delle ad tradizionali che hanno dato buoni risultati (applicare keyword e testi consolidati anche nel nuovo formato)</li>
<li>A volte <em>less is more</em>: può essere più efficace usare solo il nome del proprio brand nel titolo, specie se l&#8217;uso delle keyword non crei necessariamente valore aggiunto per il brand</li>
<li>Continuare a far girare i vecchi annunci in essere finché i nuovi non li avranno sorpassato in rendimento</li>
<li>Abbinare l&#8217;annuncio alle estensioni che AdWords mette a disposizione (chiamate, località, recensioni, ecc.) per migliorare ed arricchire esperienza utente (e le conversioni)</li>
</ul>
<p>Google ha iniziato a testare il nuovo formato più di sei mesi fa, quindi è probabile che molti di coloro che usano AdWords si siano già abituati ai vantaggi del nuovo tool. Gli annunci tradizionali non saranno più disponibili per le nuove campagne, mentre continueranno a girare, se presenti, nelle campagne attive al momento del passaggio definitivo.</p>The post <a href="https://digitalbanzai.it/google-adwords-solo-annunci-di-testo-esteso/">Google AdWords: dal 31 gennaio 2017 solo annunci di testo esteso</a> first appeared on <a href="https://digitalbanzai.it">Digital Banzai Web Marketing</a>.]]></content:encoded>
					
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		<title>Social Media &#8211; Facebook si appresta a testare la pubblicità video mid-roll</title>
		<link>https://digitalbanzai.it/facebook-pubblicita-video-mid-roll/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Radu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2017 15:50:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Home]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inserzioni nei video, Facebook lancia la sfida al concorrente YouTube -&#62; Recode.net, in un articolo di lunedì 9 gennaio 2017, afferma che Facebook inizierà a testare le ad mid-roll. Secondo le indiscrezioni, le pubblicità saranno mostrate dopo i primi 20 secondi di filmato per una durata massima di 15 secondi solo in video lunghi almeno 90 secondi Il messaggio sottinteso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Inserzioni nei video, Facebook lancia la sfida al concorrente YouTube</h4>
<p>-&gt; Recode.net, in un articolo di lunedì 9 gennaio 2017, afferma che Facebook inizierà a testare le ad mid-roll. Secondo le indiscrezioni, le pubblicità saranno mostrate</p>
<ul>
<li>dopo i primi 20 secondi di filmato</li>
<li>per una durata massima di 15 secondi</li>
<li>solo in video lunghi almeno 90 secondi</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-323 alignleft" src="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/mark-zuckerberg-facebook-light-300x201.jpg" alt="mark zuckerberg con il microfono durante una delle sue presentazioni facebook" width="300" height="201" srcset="https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/mark-zuckerberg-facebook-light-300x201.jpg 300w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/mark-zuckerberg-facebook-light-768x515.jpg 768w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/mark-zuckerberg-facebook-light.jpg 1024w, https://digitalbanzai.it/wp-content/uploads/2017/01/mark-zuckerberg-facebook-light-610x409.jpg 610w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Il messaggio sottinteso per i creatori di contenuti è quello di produrre filmati immediatamente accattivanti e non troppo corti, svelando così lo spostamento dell&#8217;attenzione di FB dal numero di visualizzazioni al tempo speso per visualizzare ogni singolo video.</p>
<p><span id="more-313"></span></p>
<p>Con il 55% degli introiti che andranno ai creatori di contenuti, la decisione rappresenta una forma di monetizzazione per il Social Network, un incentivo per coloro che pubblicano i propri video sulla piattaforma ed una proposta concorrente a YouTube. La percentuale è la stessa che YouTube, leader del mercato per questo genere di pubblicità online, offre ai suoi publishers.</p>
<p>Facebook consente da anni l&#8217;upload dei video ai suoi utenti e, fino ad ora, questo tipo di pubblicità era espressamente vietato dalle norme della piattaforma. Ora però sembra che il raggiungimento di 100 milioni di ore di visualizzazione giornaliere abbiano convinto Mark Zuckerberg che i tempi fossero maturi per le mid-roll. Già nel 2015 vi era un&#8217;offerta per alcuni editori selezionati (NBA, Fox Sports) che potevano guadagnare dalle inserzioni pubblicitarie nei video caricati in una apposita sezione, mentre nel 2016 sono state sperimentate le ad mid-roll nei filmati live.</p>
<p>Questa volta Zuckerberg si spinge decisamente oltre, offrendo un possibile guadagno &#8211; grazie agli inserzionisti &#8211; a tutti gli utenti in grado di produrre e caricare video nel mainstream. Inoltre, il nuovo meccanismo pubblicitario potrà porre rimedio a uno dei grandi punti controversi delle misurazioni sul social network: la semplice visualizzazione dei primi 3 secondi di un qualsiasi filmato faceva scattare il conteggio per intero, falsando le statistiche video. Quel tipo di misurazione aveva innescato numerose polemiche tra il social network e gli inserzionisti, dissuadendo molti di quest&#8217;ultimi da ulteriori investimenti sul canale video della piattaforma.</p>
<p>Il nuovo strumento invece potrà contare su metriche affidabili.</p>The post <a href="https://digitalbanzai.it/facebook-pubblicita-video-mid-roll/">Social Media – Facebook si appresta a testare la pubblicità video mid-roll</a> first appeared on <a href="https://digitalbanzai.it">Digital Banzai Web Marketing</a>.]]></content:encoded>
					
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